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2013, n. 22
Gianni Ferracuti
Profilo storico della letteratura spagnola

Terza edizione ampliata, Agosto 2013
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2013, n. 21
Mirza Mejdanija
Italo Svevo: dal naturalismo
all'invito al raccoglimento

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2013, n. 20
Irma Hibert
La búsqueda de identidad en las obras de Antonio Muñoz Molina
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2013, n. 19
Ramón del Valle-Inclán
Bagliori di bohème
(Luces de bohemia)

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2013, n. 18
Gianni Ferracuti
Difesa del nichilismo
Ventura e sventura dell'uomo-massa nella società contemporanea

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2013, n. 17
Gianni Ferracuti
L'invenzione del Novecento
Intorno alle "Meditazioni sul Chisciotte" di Ortega y Gasset

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2013, n. 15
Gianni Ferracuti
José Ortega y Gasset: esperienza religiosa e crisi della modernità

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2013, n. 14
Gianni Ferracuti
L'amor scortese: fanatismo, pulizia etnica e trasgressione nell'epoca dei re cosiddetti cattolici

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2012, n. 13
Gianni Ferracuti
Traversando i deserti d'occidente: Ortega y Gasset e la morte della filosofia

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MEDITERRÁNEA

 

 

Ortega y Gasset raffigurava la ricerca filosofica con l'immagine biblica dell'assedio di Gerico: guardare l'oggetto di studio da tutti i lati e da tutte le distanze. Si può aggiungere a questa immagine una complicazione: giunti vicino all'oggetto avremo forse scoperto qualcosa che obbliga a rettificare o reinterpretare le osservazioni fatte da lontano.

Il "Bolero" di Ravel è la scoperta continua di sonorità nuove e nuovi strumenti in una frase musicale che, a ogni lettura, fornisce dati diversi, come se fosse inesauribile; perciò il brano non conclude: viene interrotto, sospeso, lasciando l'ascoltatore insoddisfatto e ansioso di ascoltarlo di nuovo.

"Il Bolero di Ravel" è la danza sul filo del rasoio, sul bordo estremo della radura illuminata dai fuochi dell'accampamento, cui i danzatori si avvicinano per rubare qualche centimetro al bosco e al mistero.

Se tutti gli strumenti, le culture, concordassero una tonalità in cui suonare, il risultato sarebbe armonico.

 


Interculturalità come prassi

Interculturalità è una parola entrata nell'uso in epoca recente, tuttavia i fatti a cui essa allude - le relazioni interculturali - rappresentano da sempre una realtà abituale nel mondo mediterraneo. Naturalmente, non tutte le relazioni tra popoli hanno carattere interculturale, come è evidente nei casi di ghettizzazione o di apartheid, o nelle guerre tra culture, in cui si mira all'annientamento dell'Altro. Perché vi sia una relazione interculturale è necessario che, a livello individuale o collettivo, due culture si riconoscano legittimamente pari dignità, pur nelle loro evidenti differenze.
L'interculturalità non mira all'eliminazione delle differenze tra due tradizioni, né cerca di creare una terza cultura ibrida o forme di sincretismo; al contrario, parte dall'accettazione delle differenze e si occupa, in primo luogo, di organizzare una convivenza sociale che ne salvaguardi la ricchezza. Da questo punto di vista, l'interculturalità è anzitutto una prassi.

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SCRITTURE DI FRONTIERA

Ana Cecilia Prenz Kopušar
Cruzando el río en bicicleta

"Y yo que creía que era una chica normal. Llena de buenos propósitos. Título: Los buenos propósitos. Así los llamaba mi psicoanalista. ¿Qué podrían ser los buenos propósitos? En realidad siempre quise hacer cosas grandes. Cosas superlativas. Nada de simple. Nada de común. Sí, lo exótico, lo extravagante. Quería distinguirme. Claro que estos buenos propósitos se desmoronaban con nada. Una insignificancia mataba cualquier buen propósito".

José María Pallaoro
Sono due quelli che ballano

José María Pallaoro è nato a La Plata, Argentina, nel 1959. Attualmente abita a City Bell, nella provincia di Buenos Aires. Dirige la rivista di poesia El espiniyo ed è editore di Libros de la talita dorada. Ha pubblicato le raccolte poetiche: Breve cielo, 1982-1985; En medio de la lluvia, 1983-1991; Pájaros cubiertos de ceniza, 1982-1990; Es hora de volver a Jimy Hendrix, 1994; El bostezo del viento, 1998-2000; El estado de las cosas, 2001-2002, Son dos los que danzan, 2005; edizione ampliata 2012; Poemas anteriores, 2008; Basuritas, 2010; Setenta y 4, 2011; Una medida adecuada a todo, 2009-2011; Spinetta, 2012. Cuando llueve / el mundo / es otro, 1985-1990 e Andante Treno, 2001, sono apparsi in CD nella rivista Sismo Trapisonda, nº 1/2008 e nº 3/2009, rispettivamente. Gestisce i blog letterari: Aromito y Poesía La Plata; e il blog personale: Los ojos.

Giulio Ferracuti 
Verso una nuova Sefarad
La comunità ebraica di Sarajevo 
e Laura Papo Bohoreta

"Laura Papo non ha dubbi su quale sia il reale carattere della donna ebrea della Bosnia. È sicura, infatti, che si tratti di una persona fiera, dalla forte dignità; allegra e briosa, sempre pronta a divertirsi recandosi a teatro, frequentando caffè e ristoranti o, quando possibile, andando ad assistere ai matrimoni dei suoi concittadini cristiani, per poi raccontare se la sposa era bella o come era vestita la suocera. Rispetto alla donna moderna, quella di una volta viveva in un tempo in cui il benessere materiale era sicuramente minore, ma dal punto di vista morale la situazione era molto migliore".

Amir Bukvić
Aristotele a Baghdad
Edizione italiana di Ana Cecilia Prenz

"Questo testo parla di un mondo mistico e magico allo stesso tempo, di quei territori in cui si incontravano tutte le religioni e culture ma dove avvenivano anche i più grandi conflitti. Bukvić si chiede, allora, se il tempo e gli eventi ritornino sempre uguali a se stessi, si addentra in quegli spazi e cerca delle risposte che lo aiutino a comprendere la contemporaneità, la ciclicità della storia".

Jasmin Dzindo
Jedan roman Dva Prijevoda

"Osnovna ideja vodilja koja je pokrenula promišljanje i izradu ovog rada je bila, osim znanstvene znatiţelje, iskušavanje razliĉitih mogućnosti usporedbe dvaju prijevoda jednog romana na neki strani je-zik, u konkretnom sluĉaju na italijanski. Kao idealan se pokazao sluĉaj Andrićevog romana Na Drini ćuprija, koji je doţivio dva prijevoda na italijanski jezik u vremenskoj distanci od ĉetrdesetak godina (1960 – 2001)".