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Gianni Ferracuti: Difesa del nichilismo: ventura e sventura dell’uomo-massa nella società contemporanea

 

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Gianni Ferracuti: Difesa del nichilismo: ventura e sventura dell’uomo-massa nella società contemporanea, Meriterránea, Centro di Studi Interculturali, Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Trieste 2015

Difesa del nichilismo: uno sguardo interculturale sulla «ribellione delle masse», pp. 7-68

Conditio humana: gli individui, le storie, gli dèi in María Zambrano, pp. 69-118

Una diagnosi del nichilismo: Naturaleza, Historia, Dios di Xavier Zubiri, pp. 119-156

Sulla nascita, la morte e l’enigma della vita, pp. 157-198

Prendiamo il termine nichilista come aggettivo che qualifica una singola persona: il nichilista è allora un uomo senza valori. In modo irriflessivo si potrebbe credere che il mondo socio-culturale definibile come nichilista sia quello in cui dominano i nichilisti, cioè un mondo in cui la classe dirigente sia composta da individui senza valori. Invece, applicato a un mondo socio-culturale, l’aggettivo nichilista cambia significato: non indica (perché non può esistere) una società costituita solo da individui ciascuno dei quali non crede a nessun valore; significa, invece, che in una società non c’è un’ideologia o una concezione del mondo comune e vigente socialmente. Ve ne sono tante, ma nessuna dominante: dunque possono esserci molte persone, ciascuna delle quali vive secondo i suoi valori, diversi dai valori altrui (ad esempio, un cattolico e un buddhista nello stesso spazio sociale: nessuno di loro è individualmente nichilista, ma lo spazio sociale sì, secondo l’analisi di Nietzsche, perché non ha valori comuni collettivamente vigenti). Il mondo nichilista è caratterizzato, virtualmente, dalla presenza contemporanea di tutte le culture, ed è una struttura positiva.

L’aspetto positivo consiste nel fatto che l’assenza di una cultura vigente spinge ciascuno a interrogarsi, in generale, sul senso della vita e sulla verità; ovvero, se nel mio contorno sociale operano cattolicesimo e buddhismo, mi sono indotto a chiedermi se credere all’uno o all’altro o a nessuno dei due: è cioè possibile che si attivi la funzione di ideare che è stata rimossa nell’uomo-massa. Abbiamo, dunque, un elemento virtualmente demassificante e personalizzante: diversamente da una situazione in un cui esiste una sola credenza collettiva vigente, che l’uomo-massa può recepire in modo passivo, restando massa, il pluralismo nichilista può indurre uno stato di perplessità, e quindi di disponibilità a interrogarsi e a ricercare i propri significati.

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