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Gianni Ferracuti: Arkhé: Lo Sciamano e il Pensatore

 

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Gianni Ferracuti: Arkhé: Lo Sciamano e il Pensatore – e altri scritti coevi, Mediterránea – Centro di Studi Interculturali, Dipartimento di Studi Umanistici
, Università di Trieste 2016

“La dialettica filosofica cerca una frase che abbia un significato vero e che possa trasmettere la sua verità ad altre frasi; la conoscenza che parla della vita reale usa le parole come strumenti per indicare esperienze: le sue frasi non contengono alcuna verità; si limitano ad indicare dei punti e, se sappiamo osservarli, possiamo usare le parole che vogliamo. Al culmine dell’esperienza estatica, in Grecia come in India, ciò che viene esperimentato è chiamato con un neutro: quello. La cosa funziona. Lo scopo non è fare proselitismo grazie a una bella frase, ma condurre altri all’esperienza di quello. Solo più tardi si porrà la necessità di trovare un’espressione più articolata che, oltre ad indicare l’esperienza, possa anche propiziarla. Sarà allora una frase su cui meditare, ma non una frase da cui dedurre.”

Sommario:

Arkhé: lo Sciamano e il Pensatore (1988), 7

Il nuovo orizzone dell’ontologia contemporanea (1985), 77

La porta del dharma (1988), 91

Morgana o il giardino delle delizie (1988), 97

La metafisica dello sciamano (1989), 113

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