ilbolerodiravel.org

Iacobus: Storie e leggende del Camino de Santiago

 

Gianni Ferracuti, Iacobus: Storie e leggende del Camino de Santiago

 

Camino de Santiago è il nome di un pellegrinaggio che, nella sua forma più classica, parte da Roncisvalle o da Saint-Jean-Pied-de-Port, nei Pirenei, dove confluivano le tre principali vie francesi del pellegrinaggio: la Via Turonensis, la Via Lemovicensis e la Via Podiensis, e arriva alla basilica dedicata all’apostolo Giacomo (sanctus Iacobus, Santiago) nella città di Santiago de Compostela, nella parte occidentale della Galizia spagnola: un cammino di oltre 800 km, nella maggior parte dei casi svolto a piedi, seguendo un percorso fissato nel medioevo, e normalmente prolungato – oltre la città – fino al Cabo Finisterre (o Fisterre, in gagliego), tradizionalmente considerato l’ultimo lembo occidentale d’Europa, o fino a Muxía.

Si tratta di una devozione molto antica e molto diffusa, tanto che nel medioevo la città di Santiago fu una delle tre principali mete del pellegrinaggio cristiano, insieme, ovviamente, a Roma e Gerusalemme. È anzi da sottolineare che il termine «pellegrino» inizialmente indicava in modo specifico coloro che si recavano in Galizia, come è testimoniato anche da una nota pagina della vita nova di Dante Alighieri: “E però è da sapere che in tre modi si chiamano propriamente le genti che vanno al servigio de l’Altissimo: chiamansi palmieri in quanto vanno oltremare, là onde molte volte recano la palma; chiamansi peregrini in quanto vanno a la casa di Galizia, però che la sepultura di sa’ Iacopo fue più lontana de la sua patria che d’alcuno altro apostolo; chiamansi romei in quanto vanno a Roma, là ove questi cu’ io chiamo peregrini andavano”.

Accanto al suo enorme valore religioso, che perdura tuttora dal momento che il pellegrinaggio coinvolge ancor oggi centinaia di migliaia di pellegrini ogni anno, il Camino ha avuto un’importanza storica ineguagliabile, rappresentando la principale via di comunicazione culturale ed economica tra la Spagna e il resto d’Europa nell’epoca della presenza musulmana nella Penisola Iberica, e lungo il suo percorso si sono verificati importanti eventi artistici, storici, religiosi: dalla diffusione dell’architettura romanica e poi gotica, all’introduzione della riforma di Cluny, alla costruzione di una rete di ospitalità e assistenza che, con la naturale evoluzione, arriva fino ai giorni nostri. Più ancora: la figura dell’apostolo Giacomo ha assunto nel tempo contorni mitici, diventando – almeno per una parte della Spagna – simbolo di unità e di riscatto, anche in questo caso con una singolare continuità storica, che va dal «Santiago matamoros» (ammazza mori) della lotta contro i musulmani, al «Santiago mataindios» della conquista americana, fino al «Santiago matarojos» (ammazza rossi) della guerra civile spagnola del secolo scorso. Si tratta dunque di un fenomeno religioso di grande valore, ma anche avvolto e intricato nelle vicende storiche più complesse e problematiche della Spagna.

Come avviene per la maggior parte dei culti antichi legati ai santi o ai santuari, anche per l’origine del culto di san Giacomo in Spagna si sa poco o niente: ciò che la tradizione trasmette è un complesso di leggende, la cui elaborazione è tardiva rispetto ai fatti di cui si parla; a volte esse sono costruite a tavolino, utilizzando temi agiografici tipici o tratti da altre complessi leggendari. La verità o falsità di queste tradizioni non ha alcuna incidenza sul valore religioso della devozione: la dottrina cattolica chiarisce che il valore di un atto, ad esempio un pellegrinaggio, sta nella devozione del pellegrino e non nell’autenticità o meno delle ossa sepolte nella tomba che va a visitare. Anzi, l’importanza che il Camino ha assunto nella sua storia è tale che risulta del tutto insignificante la questione se il corpo dell’apostolo Giacomo sia o non sia sepolto davvero a Compostela. La verità storica e la ricerca scientifica non si oppongono alle leggende, ma ne riconoscono l’eterogeneità: la leggenda ha un suo significato e un suo compito, che non consistono affatto nel trasmettere la verità storica di fatti avvenuti. Si oppone alla leggenda chi si impegna a trasformarla in storia, chi vuole che siano realmente avvenuti i fatti che vi si narrano e, in tal modo, la rende una superstizione. Il testo si occupa dell’origine e della formazione della leggenda giacobea, e dei più importanti temi culturali ad essa relazionati.

Gianni Ferracuti, Iacobus: Storie e leggende del Camino de Santiago





Lascia un commento