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Federico García Lorca, Gioco e teoria del duende (pdf gratuito)

 

 

Allora la Niña de los Peines si alzò come una pazza, stroncata come una prefica medievale, si scolò d’un sorso un gran bicchiere di grappa come fuoco, e sedette a cantare, senza voce, senza respiro, senza sfumature, con la gola bruciata, ma… con duende. Era riuscita ad ammazzare tutto l’armamentario della canzone per lasciare il campo a un duende furioso e dominatore, amico di venti carichi di sabbia, che spingeva gli ascoltatori a stracciarsi i vestiti, quasi con lo stesso ritmo con cui se li rompono i neri antillani del ritmo lucumí, ammucchiati davanti all’immagine di Santa Barbara.

Gianni Ferracuti: Una teoria sul gioco del duende seguito da Federico García Lorca, Gioco e teoria del duende (Studi Interculturali 2/2013)

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