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	<title>Aristotele &#8211; Il Bolero di Ravel</title>
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		<title>Studi Interculturali 28 (2024)</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Dec 2023 21:45:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Studi Interculturali 28 (2024) Rivista semestrale a cura del Centro di Studi Interculturali Mediterránea Dipartimento di Studi Umanistici Università di Trieste. Numero speciale: Pier Francesco Zarcone: Ontogenesi sociale delle categorie filosofiche (da Talete a Socrate) Atene: politica, democrazia, demagogia e “miti” inerenti «Comunque erano altri tempi, c’era un assetto dell’economia diverso da quello attuale, e non esistevano i mezzi di “disinformazione” di massa. Oggi un Crizia disposto a tollerare la persistenza di certi inutili e innocui ludi elettorali non avrebbe bisogno di grandi spargimenti di sangue: e infatti nel “mondo libero” (!) non ce ne sono. Qui l’oligarchia è restaurata alla grande sotto l’apparenza di regime democratico-liberale, dove l’oligarchia è in maschera, non si presenta come detentrice del potere quindi non appare usurpatrice di un presunto potere popolare. Ma come si diceva, oggi l’assetto economico-finanziario non è comparabile con quello dell’antica Atene, talché oggi quella finanziaria è la forma oligarchica vigente, ben diversa da quella che fu tradizionale per secoli». Scarica il pdf]]></description>
		
		
		
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		<title>Giorgio Colli: La sapienza folgorante</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 11:40:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gianni Ferracuti Giorgio Colli: La sapienza folgorante Giorgio Colli è stato uno dei più straordinariamente eretici e originali filosofi italiani, ben radicato nelle correnti di pensiero più all&#8217;avanguardia. La sua opera è aperta all&#8217;indagine sull&#8217;origine (arkhé) del reale e a una metafisica sapienziale che tende a superare i limiti del razionalismo e delle filosofie sistematiche dell&#8217;Ottocento. Tuttavia questo non implica l&#8217;abbandono di un pensiero rigoroso e la sostituzione del rigore intellettuale con affermazioni arbitrarie e personali. A sua volta, &#8220;La sapienza folgorante&#8221; è uno dei più originali studi sul pensiero di Colli, realizzato da un autore particolarmente attento al tema dell&#8217;arkhé e della sapienza. Gianni Ferracuti, docente di Letteratura spagnola all&#8217;Università di Trieste è uno studioso di Ortyega y Gasset e, oltre a pubblicazioni accademiche legate al suo insegnamento, ha dedicato studi ad autori controversi come Evola, Guénon, Junger. Il suo approccio a tali autori e alle loro tematiche si basa su una rigorosa critica del tradizionalismo ideologico e in una rivalutazione della tradizione come identità culturale vivente e in continua trasformazione nel tempo, grazie a una collettiva ricerca di senso e di valori. Pagina dell&#8217;autore]]></description>
		
		
		
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		<title>Vie del sapere tra Oriente e Occidente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[muezzin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 09:22:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gianni Ferracuti: Vie del sapere tra Oriente e Occidente: il tao, il logos, lo zen &#8211; ebook kindle Contenuto: &#8211; Il tao ovvero l&#8217;arkhé &#8211; Il tao del logos &#8211; In prtincipio &#8211; L&#8217;illusione della cavallinità &#8211; Percorsi costruttivi antagonisti &#8211; Untitled (ma con rispetto) &#8211; Zen della gamba rotta L&#8217;apparente forza logica dell&#8217;idea secondo cui l&#8217;essere è, e non può non essere (questa è la sostanza del discorso, anche se la formula usata da Parmenide è un po&#8217; più complessa), cade osservando che il termine che traduciamo con essere, to on, viene usato nel significato linguistico che gli appartiene secondo la grammatica greca, ma dopo che lo si è tolto dalle condizioni che lo rendono significante nella lingua reale. Nella lingua reale diciamo che una cosa “è&#8221;, in quanto abbiamo visto le sue caratteristiche, il suo aspetto, e dunque ci appare&#8230; essere un asino, una capra, una botte, una persona. Insomma usiamo il verbo essere in costante riferimento a un soggetto, un luogo, un tempo: a qualcosa di determinato. Proprio perché ci sono queste determinazioni il verbo essere ha un significato comprensibile. Siccome davanti a me “c&#8217;è” un oggetto che possiede le determinazioni e le caratteristiche della capra, si capisce che cosa dico quando uso la frase: questa “è&#8221; la capra. Ma se non c&#8217;è la capra, non posso usare il verbo essere. Se qualcuno mi dice che c&#8217;è qualcosa che non ha alcuna determinazione, ma che possiamo chiamare essere, allora deve presentarmi questa cosa, perché io non l&#8217;ho mai vista e non credo che esista. Di qualcosa che al tempo stesso sia, ma non abbia determinazioni, non abbiamo alcuna esperienza. È vero che c&#8217;è l&#8217;albero e c&#8217;è la capra, ma è ipotetico che l&#8217;essere-albero e l&#8217;essere-capra implichino un essere-né-albero-né-capra, e tuttavia continuando a essere con effettività di realtà: non c&#8217;è esperienza di questo. Astrarre un essere comune dalle frasi (effettivamente significanti): “questa è la capra&#8221;, “questa è la brocca&#8221;, equivale ad astrarre la parola che hanno in comune (“è&#8221;), pretendendo che possa conservare il suo significato. Come dimostrazione vale quanto astrarre dalle due frasi l&#8217;articolo “la&#8221; e pretendere che sia la radice dell&#8217;intero universo. Lao-tze, il maestro a cui viene attribuito il Tao-tê-ching, non c&#8217;era cascato. Se qualcosa ha un nome e/o una forma, vuol dire che si colloca all&#8217;interno del processo della generazione, o divenire: è nato da qualcos&#8217;altro. Se si cerca l&#8217;origine dell&#8217;intero processo del divenire mondano, cioè del complesso delle cose che hanno nome e forma, bisogna vederla non in qualcosa che è già differenziato e individuato (=è uno degli esseri), ma in un principio formatore e, pertanto, pre-formale, al quale non possiamo applicare alcun nome di quelli che usiamo per distinguere e denominare gli esseri mondani. Per quanto pesi a Parmenide, ciò che “è&#8221; può derivare solo dal non essere. Pagina dell&#8217;autore]]></description>
		
		
		
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