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	<title>decadentismo &#8211; Il Bolero di Ravel</title>
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		<title>Gran Circo Bradomín: estetismo e rivoluzione in Ramón del Valle-Inclán</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 16:46:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gianni Ferracuti Gran Circo Bradomín: Estetismo e rivoluzione in Ramón del Valle-Inclán «Questo sole che, qualche ora fa, schiacciava ogni cosa con la sua luce diritta e bianca, ora va a inondare l’orizzonte occidentale di vari colori. Nei giochi di questo sole agonizzante, certi spiriti poetici troveranno delizie nuove; vi scopriranno colonnati abbaglianti, cascate di metallo fuso, paradisi di fuoco, uno splendore triste, la voluttà del rimpianto, tutte le magie del sogno, tutti i ricordi dell’oppio. E il tramonto del sole apparirà loro come la meravigliosa allegoria di un’anima carica di vita, che scende dietro l’orizzonte con una magnifica provvista di pensieri e di sogni». Contro le sfingi senza enigma: Estetismo, critica antiborghese e prospettiva interculturale nel modernismo [disponibile in edizione cartacea e digitale (kindle) su Amazon] I racconti galanti di Valle-Inclán, raccolti in &#8220;Femeninas&#8221; (1895) e &#8220;Corte de amor&#8221; (1903) sono tra i migliori esempi dello stile modernista, con la loro raffinatezza formale, l&#8217;eleganza, l&#8217;ironia, la provocazione antiborghese, l&#8217;esotismo, lo spiazzamento del lettore attraverso trovate inattese. Accanto a questi elementi, Valle-Inclán introduce contenuti simbolici e fa costante riferimento a valori esoterici legati alla figura femminile. I testi delle due raccolte, infatti, pur essendo indipendenti tra loro, sono disposti secondo una struttura che dà al libro, nel suo insieme, un valore aggiuntivo a quello dei singoli racconti, il cui asse portante è la metafisica pagana del complesso Donna-Dea-Serpente. Fondendo il piano simbolico e quello reale, i racconti sembrano affermare che il potere che genera il divenire (la natura naturans, la sorgente dell&#8217;essere) costituisce una dimensione profonda in cui l&#8217;essere umano femminile è radicato, dimensione che sfugge ad ogni tentativo di possesso da parte dell&#8217;umano maschile, al quale è precluso l&#8217;accesso ad essa. L&#8217;emozione interiore e il gesto misterioso: i Racconti galanti di Valle-Inclán [disponibile in edizione cartacea e digitale (kindle) su Amazon] «[Mia madre] incolpava Concha per tutte le mie sregolatezze e ne aveva orrore. Ricordava, come un affronto ai suoi capelli bianchi, che il nostro amore era cominciato nel palazzo di Bradomín, un’estate che Concha vi trascorse, accompagnandola. Mia madre era la sua madrina, e all’epoca le voleva molto bene. Poi non tornò a vederla. Un giorno, mentre io ero a caccia, Concha abbandonò per sempre il Palazzo. Andò via da sola, a capo coperto e piangendo, come gli eretici che l’Inquisizione cacciava dalle antiche città spagnole. Mia madre la malediceva dal fondo del corridoio. Accanto a lei stava una domestica pallida e a occhi bassi: era la delatrice dei nostri amori. Forse la stessa bocca le aveva raccontato ora che il Marchese di Bradomín era nel Palazzo di Brandeso». «¡Qué distinta pudo haber sido nuestra vida!»: Sonata de otoño o gli esiliati dalla modernità (pdf gratuito) «Poi, lasciandomi trasportare da un impulso romantico, andai in Messico. Io sentivo elevarsi nella mia anima, come un canto omerico, la tradizione avventuriera di tutta la mia stirpe. Uno dei miei antenati, Gonzalo de Sandoval, aveva fondato in quelle terre il Regno della Nuova Galizia, un altro era stato Inquisitore Generale, e il Marchese di Bradomín vi conservava ancora i resti di un maggiorascato, disfatto tra i fascicoli di una causa» «Dejándome llevar de un impulso romántico»: Valle-Inclán e l’esotismo messicano della Sonata de estío (pdf gratuito) «Si scambiarono tra loro uno sguardo timido, come per infondersi coraggio, e si fermarono at- tente, con un leggero tremito. I colpi di battiporta risuonarono di nuovo, ma stavolta dentro Palazzo Gaetani. Una raffica percorse il salone e spense alcune luci. La Principessa emise un grido. Tutti la circondammo. Ci guardava con le labbra tremanti e gli occhi spaventati. Una voce insinuò: &#8211; Quando morì il Principe Filippo successe la stessa cosa&#8230; E lui lo raccontava di suo padre». «Con un alarde de poder pagano»: Sonata de primavera (pdf gratuito) «Io sentii crescere in me l’animo guerriero, dispotico e feudale, il nobile animo atavico che, fa- cendo di me un uomo di altri tempi, ha fatto in questi la mia disgrazia. [&#8230;] Io sento, anche, che l’orrore è bello, e amo la porpora gloriosa del sangue, e il saccheggio dei paesi, e i vecchi soldati crudeli, e quelli che violentano donzelle, e che incendiano messi, e quelli che compiono eccessi al riparo della giurisdizione militare. Ergendomi nei cuscini lo dissi alla monaca: &#8211; Signora, i miei soldati custodiscono la tradizione delle lance castigliane, e la tradizione è bella come un romance e sacra come un rito». «La mayor de sus infamias»: Sonata de invierno di Ramón del Valle-Inclán (pdf gratuito) «Ante mis años y a la Puerta de un cementerio, no se debe pronunciar la palabra mañana. En fin, montemos en el coche, que aún hemos de visitar a un bandolero. Quiero que usted me ayude a venderle a un editor el manuscrito de mis Memorias. Necesito dinero. Estoy completamente arruinado desde que tuve la mala idea de recogerme a mi Pazo de Bradomín. ¡No me han arruinado las mujeres, con haberlas amado tanto, y me arruina la agricultura!». Bradomín in Luces de bohemia: un gioco letterario (pdf gratuito)]]></description>
		
		
		
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		<title>D&#8217;Annunzio: Scritti fiumani &#8211; pagina aggiornata</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 20:46:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aggiornata la pagina degli scritti fiumani di D&#8217;Annunzio con la pubblicazione integrale del Bollettino Ufficiale del Comando, numeri 15 e 16 1920-04-07 Bollettino ufficiale n. 15: La grande offensiva antifiumana : interamente scritto da Alceste de Ambris e con la nomina di D&#8217;Annunzio a sergente dei bersaglieri; 1920-04-13 Bollettino ufficiale n. 16: Questo basta e non basta: cronaca dello sciopero generale a Fiume e della trattativa in cui il Comandante assume il ruolo di mediatore e favorisce la &#8220;classe operaia&#8221;. 1920-08-29 * Gastone Gorrieri: L&#8217;organizzazione bolscevica in Russia (La Testa di Ferro, 29 agosto 1920) Tutti i testi al link: Gabriele D&#8217;Annunzio, Scritti fiumani]]></description>
		
		
		
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		<title>Andrea Scarabelli: Vita avventurosa di Julius Evola (2024)</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Feb 2024 12:26:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non è facile definire Julius Evola: per qualcuno è un luciferino &#8220;cattivo maestro&#8221;, per qualcun altro una specie di messia. Dietro a questi luoghi comuni si nasconde una personalità complicata e controversa: dadaista e filosofo, antimoderno e orientalista, cultore di magia ed esoterismo, vicino al Regime mussoliniano ma giudicato &#8220;antifascista&#8221; dall&#8217;Ovra, teorico di un &#8220;razzismo spirituale&#8221; ostracizzato dai razzisti ufficiali… Nato da un decennio di ricerche tra archivi, epistolari, interviste e testimonianze inedite, questo libro racconta una vita non comune, tra grotte capresi e capitali in fiamme, la Roma degli anni Venti e dei Sessanta, la declinante Mitteleuropa e la roboante Parigi, redazioni di giornali e silenziosi chiostri invernali, locali notturni e passeggiate alpine, restituendo alla sua figura una complessità irriducibile a facili etichette politiche. (* Immagine di copertina tratta da: www.liberecomunita.org/filosofia/72-julius-evola-il-primo-no-global.html) &#160;]]></description>
		
		
		
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		<title>Gabriele D&#8217;Annunzio: Scritti fiumani &#8211; pdf gratuiti</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jan 2024 17:40:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gabriele D’Annunzio Scritti fiumani Orazioni, volantini, comunicati dalla “vittoria mutilata” al “Natale di sangue” a cura di Gianni Ferracuti [Pagina in aggiornamento. I testi disponibili sono indicati in grassetto] Un asterisco indica fonti dell&#8217;epoca che, pur appartenendo all&#8217;ambiente dannunziano, non sono scritti di D&#8217;Annunzio. [Per un&#8217;introduzione generale all&#8217;argomento, vedi G. Ferracuti: Compagno D&#8217;Annunzio, alalà! Italianità e socialismo nell’impresa Fiume: scritti di Gabriele D’Annunzio e Alceste De Ambris] 1918 1918 &#8211; La riscossa [Alla guardia del Piave; A una radunata di ufficiali d’ogni arma; Agli italiani delle repubbliche latine; Agli Italiani degli Stati Uniti; Alle reclute del ‘99; Il vincitore non può vincere; L’ombra delle ali e l’ombra della croce; Pasqua di promissione; Alle reclute del 1900; La corona del fante] 1918-08-09 Donec ad metam 1918 A Trieste d’Italia (ottobre) 1918-11 01 Ai vincitori  1918-11-03/11 Cantico per l’ottava della vittoria 1918-11-16 Fiume (Institut italien de Paris) 1919 gennaio-agosto 1919-01-15 Lettera ai dalmati  1919-02-25 Aveux de l’ingrat  1919-04-24 La parola della patria 1919-04-25 Dalla loggetta del Sansovino nel giorno di San Marco 1919-04-28 Messaggi alla Camera e al Senato 1919-05-04 Gli ultimi saranno i primi  1919-05-06 Dalla ringhiera del Campidoglio 1919-05-12 Parole dette alla messa degli aviatori nel campo di Centocelle 1919-05-24 L’Italia alla colonna 1919-05-28 Parole dette per commiato al popolo di Roma 1919-06-04 Per la bandiera dei volontari di guerra 1919-06-08 La Pentecoste d’Italia 1919-06-23 Il comando passa al popolo 1919-06-24 * Documento diplomatico: Crespi a Nitti 1919-06-25 L’erma bifronte 1919-06-28 * Atti diplomatici: Bonin Longare a Tittoni 1919-06-30 Disobbedisco 1919-07-01 * Documento diplomatico: Tittoni a Nitti 1919-07-03 * Documento diplomatico: Tittoni a Nitti 1919-07-04 Per la bandiera dei volontarii di guerra 1919-07-04 * Atti diplomatici (Disordini a Fiume) 1919-07-05 * Atti diplomatici: referendum croato a Fiume 1919-07-07 * Atti diplomatici Tittoni a Clemençau e Lloyd George (Patto di LOndra e quesione di Fiume) 1919-07-09 L’ala d’Italia è liberata 1919-07-14 In volo verso l’arco di trionfo 1919-07-19 Ai volontari della guerra santa 1919-08-09 Ai piloti della Serenissima 1919-08-16 Il Vittoriale 1919-07-25 * Atti diplomatici: incidenti a Fiume 1919-07-29 * Atti diplomatici: due memorandum su Fiume 1919 settembre-dicembre [Con un comunicato datato maggio 1920 Vittorio Graziani annuncia l&#8217;inizio della pubblicazione del Bollettino Ufficiale del Comando di Fiume d&#8217;Italia, iniziando con il proclama dannunziano &#8220;Italia o morte&#8221;. Il fascicolo viene retrodatato al 12 settembre 1919] 1919-09-09 (1919-09-11) Italia o morte 1919-09-09 Non abbiamo sofferto abbastanza 1919-09-12 L&#8217;orazion piccola in vista del Carnaro 1919-09-12 La prima voce nell&#8217;arengo 1919-09-12 * Atti diplomatici: l&#8217;occupazione di Fiume e la Conferenza di Parigi 1919-09-13 Comando di Fiume d&#8217;Italia, Bollettino Ufficiale n. 2 &#8211; L&#8217;Italia è a Fiume per valore dei Legionarii e per opera dei Fiumani 1919-09-14 * Piero Belli: Il trionfale ingresso di Gabriele d’Annunzio a Fiume: Soldati, marinai, popolo segnano l’irrevocabile;  Benito Mussolini: Gesto di rivolta (Il Popolo d&#8217;Italia, n. 252 del 14.09.1919) 1919-09-14 Ora comincia il bello 1919-09-14 I traditori alla gogna 1919-09-14 Agli ufficiali e agli equipaggi delle navi: Dante Alighieri Nullo Mirabello Abba nelle acque di Fiume italiana. 1919-09-16 Miei soldati, miei compagni [Qui rimarremo ottimamente] 1919-09-17 I primi inutili tentativi del governo per soffocare l&#8217;impresa di Ronchi 1919-09-17 Alla gente di San Marco 1919-09-17 «Volete notizie?» 1919-09-17 Fratelli voi sapete omai (ai Triestini) 1919-09-18 Fratelli voi sapete omai (agli italiani) 1919-09-18 * Comando della Città di Fiume, Comunicato stampa n. 1 1919-09-18 Agli ufficiali e ai soldati del 9° Regg.to Brigata Regina 1919-09-19 Comando di Fiume d&#8217;Italia, Bollettino Ufficiale n. 3: Hic manebimus optime 1919-09-19 Saluto a Luigi Rizzo 1919-09-20 Comando di Fiume d&#8217;Italia, Bollettino ufficiale n. 5: [1] Fiume celebra il  natale della terza Roma 1919-09-20 Comando di Fiume d&#8217;Italia. Bollettino ufficiale n. 5: [2] La storica seduta del Consiglio Comunale 1919-09-20 Comando di Fiume d&#8217;Italia. Bollettino ufficiale n. 5: [3] Celebrazione e sfilata 1919-09-20 Comando di Fiume d&#8217;Italia. Bollettino ufficiale n. 5: [4] Il Comandante ai Veneziani (sul Bollettino n. 4, riprende il testo di «Volete notizie?» poi pubblicato su &#8220;L&#8217;urna inesausta&#8221;) 1919-09-21 Comando di Fiume d&#8217;Italia. Bollettino ufficiale n. 5: [5] Ai fratelli di Dalmazia 1919-09-21 Comando di Fiume d&#8217;Italia. Bollettino ufficiale n. 5: [6] Arditi d&#8217;Italia 1919-09-21 Comando di Fiume d&#8217;Italia. Bollettino ufficiale n. 5; [6] Comunicati 1919-09-20 Avvertimento 1919-09-21 Ai Dalmati latini 1919-09-22 Comando dell&#8217;esercito italiano in Fiume d&#8217;Italia (L&#8217;alta disciplina) 1919-09-24 Alla mensa degli arditi 1919-09-26 Al Generale Ceccherini 1019-09-27 Comando dell&#8217;esercito italiano in Fiume d&#8217;Italia [Ai fedelissimi] 1919-09-29 Ai primi due ferti della nostra causa 1919-09-30 Comando di Fiume d&#8217;Italia, Bollettino ufficiale n. 6: I fanti piumati a Fiume 1919-09-30 Comando di Fiume d&#8217;Italia. Bollettino ufficiale n. 6: Il Comandante al popolo di Francia 1919-09-30 Cagoia e le teste di ferro (Bollettino Ufficiale n. 7) 1919-10-08 Comando di Fiume d&#8217;Italia, Bollettino ufficiale n. 7 (8 ottobre 1919): Discorso agli arditi e consegna dell&#8217;emblema (3 ottobre) 1919-10-08 * Comando di Fiume d&#8217;Italia. Bollettino ufficiale  n. 7: notizie varie 1919-10-09 Verso la Puglia piana 1919-10-11 Comando di Fiume d&#8217;Italia, Bollettino ufficiale n. 8 (11 ottobre 1919): Il primo olocausto 1919-10-11 Comando di Fiume d&#8217;Italia, Bollettino ufficiale n. 8 (11 ottobre 1919): Agli italiani degli Stati Uniti (datato 12 ottobre) 1919-10-17 Comando di Fiume d&#8217;Italia, Bollettino ufficiale n. 9: Il trigesimo della &#8220;santa entrata&#8221; 1919-10-18 Chi non è con noi è contro di noi 1919-10-24 Italia e vita 1919-10-30 Cosa fatta capo ha 1919-10-30 Il tràpano 1919-11-03 Il fante Luigi Siviero 1919-11-05 Morto sì, vivo no 1919-11-09 Introduzione a &#8220;Il sudore di sangue&#8221; 1919-11-11 La consegna del gagliardetto alla Legione dei Carabinieri Volontari in Fiume d&#8217;Italia 1919-11-11 Al Consiglio comunale per la nomina delle cariche 1919-11-12 Encomio solenne al XII reparto d&#8217;assalto 1919-11-13 * Comunicato dell&#8217;Ufficio Relazioni Estere su telegramma del presidente Wilson 1919-11-13 Ad Ancona, prima di partire per la Dalmazia 1919-11-13 Ai combattenti di Sicilia 1919-11-16 * &#8220;La Vedetta d&#8217;Italia&#8221;: La Dalmazia resta per sempre all&#8217;Italia 1919-11-18 * &#8220;La Vedetta d&#8217;Italia&#8221;: L&#8217;ora storica di Zara 1919-11-23 Prendi la vittoria 1919-11-24 Prendiamo la vittoria 1919-11-27 Alle donne d&#8217;Italia 1919-12-03 Agli italiani di San Paolo 1919-12-09 Il testo autentico del Memorandum degli alleati all&#8217;Italia 1919-12-09 La giustificazione dell&#8217;impresa di Zara 1919-12-13 A S. E, l&#8217;Ammiraglio Millo 1919-12-14 Il nostro condottiero 1919-12-14 Il tristo gioco 1919.12.16 Al Presidente del Consiglio Nazionale in Fiume d&#8217;Italia 1919-12-16 Così Dio vi aiuti 1919-12-17 Fiume dirà la sua volontà col plebiscito 1919-12-17 Al Presidente del Consiglio Nazionale in Fiume d&#8217;Italia 1919-12-18 Chi non è con noi è contro di noi 1919-12-19 L&#8217;urna inesausta 1919-12-22 Alle donne di Fiume 1919-12-25 Laude della povertà. Per il natale fiumano del 1919 (Libro ascetico) 1919-12-29 Non decipit somnus 1919-12-31 Ai legionari per la fine dell&#8217;anno 1919 1920 1920 Primavera Di una pausa musicale nel tumulto di Fiume 1920-01-11 Il sacco di Fiume (anche col titolo: Saluto aereo alla Trieste di Ernesto Gramaticopulo e di Egidio Grego) 1920-01-11 La città del consumato amore coronata di spine arde sul mondo 1920-01-15 * Conferenza di Alceste de Ambris 1020-01-16 Il segreto di Fiume. Messaggio del Comandante D0&#8217;Annunzio al popolo francese 1920-01-18 Le brache di Cagoia 1920-01-20 Nella chiesa di San Vito per l&#8217;offerta del pugnale votivo 1920-01-24 Fiume sola contro la tirannia e la nequizia del mondo delibera di resistere con le armi 1920-01-27 Il Generale Nigra prigioniero dei legionari di Fiume 1920-02-01 * Alceste de Ambris: Non è mai tardi per andare più oltre 1920-02-04 Pubblicazione del Bollettino e Atti del Comando 1920-02-15 * Mario Carli: Il nostro bolscevismo, “La Testa di ferro” 1920-02-21 * Comando di Fiume d&#8217;Italia, Bollettino Ufficiale n. 7: Della libertà di stampa, ossia il diritto di mentire. I bimbi fiumani a Milano. D&#8217;Annunzio a Drenova tra i volontari giuliani. 1920-03-03 * Una città italiana affamata dal Governo italiano perché vuole essere italiana 1920-03-07 Alla gente di Romagna 1920-03-12 * Bollettino Ufficiale n. 12: Cagoia contro i bimbi di Fiume: Lo sdegno di Fiume per l’odioso divieto. La responsabilità dell’infamia 1920-03-16 L&#8217;indipendenza dell&#8217;Egitto 1920-03-21 Il calvario trionfale 1920-03-21 * La Testa di Ferro per il Comandante: Mario Carli: oggi comanda la poesia. Scritti di Antonio Grossich, Alessandro Forti 1920-03-24 Bollettino Ufficiale n. 13 (I bimbi fiumani, Le reclute fiumane, Intervento di Alceste de Ambris, Celebrazioni di D&#8217;Annunzio) 1920-03-25 * Kochnitsky e de Ambris: Satana all&#8217;ombra della croce 1920-03-30 Con me 1920-04-02 Bollettino Ufficiale n. 14 (Alceste de Ambris, D&#8217;Annunzio) 1920-04-02 Alceste de Ambris: Chi non è con me è contro di me. Chi non è con noi è contro di noi 1920-04-07 Bollettino ufficiale n. 15: La grande offensiva antifiumana 1920-04-09 Difesa dei lavoratori (Libro ascetico) 1920-04-13 Bollettino ufficiale n. 16 Questo basta e non basta 1920-04-21 Bollettino ufficiale n. 17 (Uno sciopero generale) 1920-04-23 Comando dell&#8217;Esercito Italiano in Fiume d&#8217;Italia: Soldati d&#8217;Italia, fratelli nostri 1920-04-27 Ai biscazzieri di Sanremo 1920-04-27 Il cavallo dell&#8217;apocalisse 1920-04-28 Bollettino Ufficiale n. 18: L&#8217;audace furto dei 46 cavalli e l&#8217;inchiesta 1920-05-03 * Messaggio dei fiorentini 1920-05-12 Bollettino Ufficiale n. 19: La defezione dei Carabinieri; la sconfitta dei conservatori; il seqquestro della nave carica di grano 1920-05-21 Bollettino Ufficiale n. 20: La visita della delegazione udinese; il discorso di D&#8217;Annunzio (&#8220;A noi!&#8221;); il discorso di Alceste De Ambris per le dimissioni di Cagoia 1920-05-26 * Una vivace smentita del generale Ceccherini al capitano Rocco Vadalà 1920-05-28 Bollettino Ufficiale n, 21: Commemorazione del 24 maggio 1920-06-06 Discorso ai signori della corte (da Libro ascetico) 1920-06-07 Bollettino Ufficiale n. 22: Fiume commemora Giovanni Randaccio 1920-06-17 Bollettino Ufficiale n. 23 (&#8220;Legionari di Fiume, combattenti d&#8217;Italia, partigiani della vittoria&#8230;&#8221;; La riscossa dei leoni)]]></description>
		
		
		
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		<title>Gianni Ferracuti: &#8230;di destra e di sinistra</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jun 2023 13:13:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gianni Ferracuti &#8230;di destra e di sinistra Weimar Caffè 2023 Sono qui raccolti articoli e saggi pubblicati negli Anni Ottanta del passato secolo (ad eccezione di uno posteriore nella data di pubblicazione ma non nel contenuto). Il titolo del volume deriva da un’affermazione famosa di José Ortega y Gasset, nel «Prólogo para franceses» della Rebelión de las masas: «Né questo volume né io siamo politici», con aggiunta, qualche riga dopo: «Essere di destra, come essere di sinistra, è uno degli infiniti modi che l’uomo può scegliere per essere un imbecille». Notoriamente, queste parole non implicano alcuna svalutazione della politica e della partecipazione attiva alla vita sociale, bensì indicano un ordine di priorità; continua infatti Ortega: Quando qualcuno ci domanda che cosa siamo in politica, o, precedendoci con l’insolenza che fa parte del nostro tempo, ci ascrive a qualcuna, invece di rispondere dobbiamo domandare all’impertinente cosa pensa lui che siano l’uomo e la natura e la storia, cosa la società e l’individuo, la collettività, lo Stato, l’uso, il diritto&#8230; Viene affermato, dunque, con forza il principio che non si parte dalla politica: il politique d’abord, proclamato spesso negli Anni Trenta del Novecento, è quasi come un mettere il carro davanti ai buoi. La politica è chiamata ad agire secondo un progetto di governo della società &#8211; il che richiede un’idea di società e di persona e di vita umana e di natura&#8230; insomma una completa visione del mondo; nelle epoche di crisi è possibile che sul terreno politico confliggano visioni del mondo diverse, ma ciò non toglie che tale terreno rappresenti un punto di arrivo e non il momento di partenza. Ora, mentre una visione del mondo ha un carattere organico e sistematico, il programma politico di un partito è, come dice il nome stesso, parziale, di parte; inoltre, i punti essenziali di una visone generale della vita possono essere disposti in vari progetti politici con un diverso ordine di priorità, il che rende la fazione un ambito più ristretto rispetto alla visione. Da qui l’avvertenza di Ortega: inserire la dialettica tra destra e sinistra a un livello subordinato rispetto alle grandi questioni della società, dello stato, del diritto, ecc. &#8211; partendo dalle quali è possibile che la casella in cui vorrebbero inserirci fanatici, faziosi, schematici attivisti politici risulti eccessivamente angusta. La contestazione giovanile degli Anni Sessanta del secolo scorso era stata un’esplosione di sana vitalità che aveva travolto i vecchi schemi mentali. A volte ho l’impressione che l’intero XX secolo sia stato un ininterrotto conflitto tra le paranoie ideologiche ottocentesche e il vitalismo gioioso e antiborghese che il vecchio mondo deve reprimere ogni due o tre generazioni. Nei primi Anni Settanta facevo parte di una rete di circoli universitari intitolati a Ezra Pound (niente a che vedere con l’odierna Casa Pound), che avevano come slogan “né destra, né centro, né sinistra”; c’era una giovanile petulanza, ma ci si interessava alle idee economiche di Giacinto Auriti, che poi sarebbero state riprese (parzialmente) dal nucleo originario del Movimento 5 Stelle e oggi sono un tema di discussione frequente, insieme agli scritti economici di Ezra Pound. Successivamente, i 5 Stelle non seppero gestire il loro patrimonio elettorale: si presentarono in parlamento con una schiera di politici comprati su internet che, incapaci di fare alcunché, entrarono presto nel mercato politico in veste di prodotti in offerta promozionale. Ma questa è un’altra storia. Sul finire degli Anni Settanta, in modo più metodico e con ben più ampia visione culturale, la Nuova destra di Marco Tarchi lanciò lo slogan: “né destra, né sinistra” &#8211; successivamente modificato come: “e destra, e sinistra”. Gli intellettuali gravitanti intorno al progetto della nuova destra furono effettivamente capaci di creare un dibattito culturale ampio e spesso molto originale, trovando interlocutori qualificati a sinistra e riproponendo personaggi “di confine”, come Jünger o Schmitt. Contemporaneamente, altri gruppi reinterpretavano con nuove categorie le tematiche religiose o identitarie &#8211; come la cooperativa Il Cerchio di Rimini, animata da Adolfo Morganti (oggi Fondazione Comunità, presieduta da Franco Cardini) e la rivista I Quaderni di Avallon-, i temi letterari e artistici, come la rivista Parsifal di Pescara, diretta da quel bravo intellettuale prematuramente scomparso che è stato Vincenzo Centorame. La rottura dei vecchi schemi era in atto anche a sinistra, ad esempio con la bella ma breve stagione del Manifesto diretto da Valentino Parlato o con il lavoro di intellettuali e studiosi di varia estrazione, come Lidia Menapace o Pier Francesco Zarcone. Disgraziatamente, questo fermento culturale non si è tradotto in un conseguente rinnovamento dei movimenti e dei partiti politici. In occasione della recente morte di Silvio Berlusconi la stampa ha ricordato che fu lui a “sdoganare” la destra estrema inserendola in un progetto di governo del Paese; in realtà, la destra nata dal Movimento Sociale Italiano era da molto tempo radicata nel sistema democratico italiano e lo “sdoganamento” era un’ovvietà fattuale. Piuttosto, il difetto di Gianfranco Fini, allora segretario Alleanza Nazionale e uomo di non brillante ingegno politico, fu di ridursi a una sorta di appendice berlusconiana, facendo perdere identità alla sua formazione e sbiadendone i contorni fino a renderla indistinguibile da un vecchio partito liberale. Ancora peggio andarono le cose a sinistra. Qui il rinnovamento del Partito Comunista, che non era evitabile dopo la morte di Enrico Berlinguer, cominciò con interessanti spunti dottrinali e dichiarazioni congressuali, ma poi venne mal gestito da Achille Occhetto, segretario politicamente piuttosto ingenuo, che mise in piedi una caotica “macchina da guerra” con formazioni che non avevano nulla in comune salvo identificarsi nel nome di “progressisti”, non si rese conto dei profondi mutamenti avvenuti nella società e quindi evitò un’interlocuzione con Berlusconi, all’epoca potente imprenditore nella comunicazione, per di più di area socialista, e andò alla catastrofe elettorale. Poi, nell’oscuro periodo di sospensione del diritto, passato sotto il nome di “mani pulite”, gli ex-PCI si sentirono in dovere di assistere alla distruzione del Partito Socialista Italiano come se la cosa non li riguardasse (regalando a Berlusconi ampi settori dell’elettorato che a quel partito socialista faceva riferimento). Infine, passando per la meteora dalemiana di un imperscrutabile “Democratici di Sinistra”, gli ex-comunisti finirono vittime del diversamente abile Walter Veltroni, che ebbe la geniale idea di costruire un grande contenitore, il PD, non occupandosi di quali contenuti vi sarebbero entrati, sicché oggi quell’area politica nata da Gramsci non trova sconveniente difendere la compravendita di figli al supermercato della maternità detta surrogata o specializzarsi nella catalogazione scientifica di ogni forma di devianza sessuale. Il risultato è che in Italia non esiste più una sinistra, per la prima volta nella storia del Paese, ma dopo Fini si è riorganizzata, grazie all’abile politica di Giorgia Meloni, una destra ben inserita nelle istituzioni nazionali ed europee, di chiaro segno conservatore e nel solco di una tradizione politica che merita rispetto e dignità anche da parte di chi, come il sottoscritto, non si riconosce in essa e auspica che il vuoto a sinistra sia colmato quanto prima da un  nuovo partito socialista che sia seriamente tale. Il sostanziale fallimento ideologico della Seconda Repubblica, che mi sono preso la libertà di descrivere in modo eccessivamente rapido, non ha comunque interrotto l’opera di elaborazione delle idee e in tempi recenti è risultata molto interessante la proposta neo-marxiana di Diego Fusaro, sia con i suoi testi (per esempio il fondamentale Storia e coscienza del precariato, Bompiani 2018), sia con la diffusione in Italia del pensiero di Aleksandr Gel&#8217;evič Dugin, al  quale wikipedia italiana dedica una pagina contenente una tale quantità di idiozie difficilmente rintracciabile altrove. Gran bravo teorico, Fusaro si era scelto tempo fa uno slogan infelice: “valori di destra, idee di sinistra”. Ora, a parte la mostruosità semantica del “valori di destra”, questo slogan dà l’idea che si tratti di assemblare un pezzo preso da qua e uno preso da là in una sorta di Frankenstein ideologico (difetto forse presente anche negli altri slogan citati poco fa). Tra i saggi raccolti nel presente volume, il lettore troverà una recensione del libro di Zeev Sternhell Né destra, né sinistra, che effettivamente sembra costruire un’idea di sommatoria ideologica non del tutto organica, secondo la sua ricostruzione (ho inserito alcune note attuali al testo per evidenziare non tanto gli errori di Sternhell quanto i miei, nell’interpretazione del fascismo nella metà degli Anni Ottanta). In realtà il grande rinnovamento del socialismo verso la fine del XIX secolo, che in Italia vide all’opera Corradini, Corridoni, de Ambris, Marinetti, D’Annunzio&#8230;, non è una somma di diverse ideologie o di frammenti ideologici di varia provenienza, bensì un superamento radicale di tutte le ideologie ottocentesche: questo era il compito che le generazioni intellettuali di dine XIX secolo sentivano come urgente &#8211; e si tratta di un compito che investe la politica insieme alle arti, al pensiero, alla scienza. Nell’Ottocento, che per molti versi fu davvero un secolo stupido, il positivismo materialista impediva l’esistenza di una sinistra che fosse al tempo stesso rivoluzionaria e legata a valori religiosi; e la deformazione ideologica del tradizionalismo impediva che esistesse una visione tradizionale che fosse anche rivoluzionaria sul piano sociale, dovendo affrontare le urgenze sociali nate dalla rivoluzione industriale e dal capitalismo, che non esistevano nell’Europa cristiana del medioevo. Il rinnovamento contemporaneo, il superamento della modernità borghese, coincide con la demolizione critica di entrambe quelle ideologie parziali e astratte e l’elaborazione di un pensiero nuovo, non di una somma di pensieri, centrato sulle nozione di persona, vita umana, autodeterminazione del proprio destino, rete di autonomie sociali, difesa della società dallo stato che, per molti versi, è un male inevitabile. Un socialismo ripensato in chiave personalista e un’identità nazionale, o tradizionale, che rimetta in primo piano la questione sociale sono l’incompiuta missione politica del XX secolo: una grande impresa di rinnovamento tuttora in corso e più attuale che mai di fronte al mostruoso potere di controllo sociale derivante dalla rivoluzione digitale, come di fronte alla distruzione delle tradizioni culturali, delle identità collettive e personali &#8211; in una parola, di fronte all’alienazione di sovranità che hanno subito i singoli e le collettività. Questo progetto è in grado di coniugare i valori della nazione e quelli del socialismo non nel senso di una somma, bensì nel senso che individua nel socialismo un valore della nazione e nella nazione il soggetto che cerca nel socialismo la migliore realizzazione possibile della giustizia sociale. È stupefacente come sedicenti democratici abbiano potuto accettare, anche festevolmente, la rinuncia a ogni forma di sovranità: dovrebbe essere evidente che se una persona non è sovrana allora è eterodiretta; se una società non è sovrana allora è inserita in un contesto totalitario; se una nazione non è sovrana allora è una colonia o un protettorato: dovrebbe essere ovvio che ogni progresso della democrazia sul piano internazionale dovrebbe essere realizzato con il concorso delle nazioni, non contro di esse &#8211; perché quando si pratica una politica internazionale contro l’idea stessa di nazione allora vuol dire che alcune nazioni forti stanno praticando una politica imperialista mascherata da fumosi valori umanitari. È stupefacente che l’ultimo atto di sovranità dell’Italia sia stato compiuto da Bettino Craxi, che era segretario del Partito Socialista Italiano, a Sigonella. Così, osservando la strana situazione politica italiana di oggi, mentre il termine sovranità torna nell’uso mentre il termine socialismo non si vede all’orizzonte, sono andato a rileggere quegli articoli, scritti quasi quarant’anni fa, quando la destra e la sinistra ci sembravano spazi troppo angusti, e tuttavia non volevamo rinunciare all’uno né all’altro. Rileggendoli con l’umano interesse con cui le persone avanti negli anni cercano di verificare il positivo e il negativo del loro cammino, ho trovato molte cose che oggi non scriverei e molte altre che mi hanno sorpreso perché le collocavo molto più avanti nel tempo: ho fiducia che nel complesso contengano spunti ancora utili per chi cerca motivi di impegno in difesa della persona. DISPONIBILE SU AMAZON]]></description>
		
		
		
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		<title>Studi Interculturali 27 (2023)</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jun 2023 15:29:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Studi Interculturali 27 (2023) Rivista semestrale a cura del Centro di Studi Interculturali Mediterránea Dipartimento di Studi Umanistici Università di Trieste. Studi Interculturali 27 (2, 2023) Massimo Piermarini: Anima e movimento. Massimo Piermarini: Note sparse di letteratura russa. Pier Francesco Zarcone: La Terza Roma: identità e conseguenze Pier Francesco Zarcone: La “divinizzazione” del Cristo nel quadro del “monoteismo” giudaico. Gianni Ferracuti: Gabriele D’Annunzio e la via italiana al socialismo, con una nota sulla Decima Musa. Gabriele D’Annunzio: Tacitum robur. Gabriele D’Annunzio: Della decima Musa e della sinfonia decima. Scarica il pdf]]></description>
		
		
		
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		<title>Umberto Boccioni: Frammenti di un diario &#8211; pdf gratuito</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 07:35:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Umberto Boccioni Frammenti di un diario da: Umberto Boccioni, Opera completa, a cura di F. T. Marinetti, Campitelli, Foligno 1927 (immagine di copertina: Louis Anquetin, Donna con ombrello, 1891) Scarica il pdf gratuito Gianni Ferracuti su Amazon]]></description>
		
		
		
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		<title>Georg Simmel: Il conflitto della civiltà moderna (1919) &#8211; pdf gratuito</title>
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					<description><![CDATA[Georg Simmel IL CONFLITTO DELLA CIVILTÀ MODERNA (1919) Traduzione e prefazione di Giuseppe Rensi della R. Università di Genova Weimar Caffè Modernità e Memorie 2022 www.ilbolerodiravel.org Weimar Caffè &#8211; Modernità e memorie è una navigazione alla ricerca delle sinistre perdute: quelle che sono state dimenticate, quelle che non sono più attuali, quelle eretiche, quelle che non vengono più riconosciute come sinistra da chi oggi con questa etichetta giustifica politiche di destra. Weimar Caffè &#8211; Modernità e memorie è l’opposto della cancellazione della memoria: è l’ampliamento dei ricordi, la discussione critica sul passato, la consapevolezza vigile contro la coscienza ebete del tempo attuale, che conosce solo il presente, la verità unica del dio televisivo e l’olocausto dell’intelligenza sull’altare dell’emergenza continua. [Immagine di copertina di Gyula Asztalos] Scarica il pdf gratuito Gianni Ferracuti su Amazon]]></description>
		
		
		
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		<title>Gianni Ferracuti: Compagno D&#8217;Annunzio, alalà!</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 19:36:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gianni Ferracuti: Compagno D&#8217;Annunzio, alalà! Compagno D&#8217;Annunzio, alalà! Italianità e socialismo nell’impresa Fiume: scritti di Gabriele D’Annunzio e Alceste De Ambris Agli inizi del Novecento in Italia si sviluppano movimenti di sinistra fortemente critici nei confronti del Partito Socialista, ritenuto inadeguato a difendere gli interessi dei lavoratori e troppo compromesso con la classe borghese. Ne fanno parte i nazionalisti, che sotto la guida di Corradini si collocano a sinistra; i futuristi, il cui partito è su posizioni anarchiche, laiche, anticlericali; gli irredentisti, per i quali l&#8217;ampliamento dei confini alle &#8220;terre irredente&#8221; deve accompagnarsi a una riforma completa della struttura economica del Paese e dei rapporti di classe; i sindacalisti rivoluzionari, che hanno ben chiaro il primato della società sullo Stato, del lavoro sulla proprietà, e vogliono usare il sindacato come strumento rivoluzionario. Poi, naturalmente, ci sono D&#8217;Annunzio e Mussolini. Il primo trasformerà questo amalgama di movimenti diversi in un progetto organico, che si incarna nell&#8217;impresa di fiume e nella Costituzione ideata insieme al sindacalista rivoluzionario Alceste de Ambris; il secondo, Mussolini, abbandona la battaglia del Poeta, si accorda con Giolitti per la resa di Fiume e, dopo l&#8217;inevitabile uscita di scena di D&#8217;Annunzio, si impadronisce di tutta l&#8217;immagine legata al fiumanesimo, si propone come erede del Poeta, ma ne tradisce tutti i valori di democrazia, libertà e rivoluzione sociale. Il libro documenta il dibattito di questa sinistra alternativa tra il 1910 e il 1920, pubblicando in appendice i seguenti testi completi: &#8211; Alceste de Ambris: La questione di Fiume &#8211; Gabriele D’Annunzio: Disegno di un nuovo ordinamento dello Stato Libero di Fiume (Carta del Carnaro: in nota anche il testo primitivo predisposto da De Ambris) &#8211; Gabriele D’Annunzio: Disegno di un nuovo ordinamento dell’esercito liberatore &#8211; Alceste de Ambris: La Costituzione di Fiume, commento illustrativo. &#160; Disponibile su Amazon Gianni Ferracuti su Amazon]]></description>
		
		
		
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		<title>Oswald Spengler: L&#8217;uomo e la macchina</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2022 09:52:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oswald Spengler: L&#8217;uomo e la macchina Contributo a una filosofia della vita Spengler costruisce una poderosa filosofia della storia, basata sull’assunto originale che esiste una &#8220;realtà&#8221; storica la cui vera sostanza, il vero oggetto storico, è la cultura, ovvero un modo organico di pensare e sentire. Mettere al centro della riflessione la storicità della storia è certamente un dato fondamentale per l’interpretazione del passato e del presente, ma non era un’idea totalmente originale di Spengler; prima ancora ne aveva parlato Marx, il cui materialismo storico era proprio il progetto di studiare la storia eliminando ogni chiave di lettura che non fosse storica e, anzi, facesse appello ad entità metafisiche o a concettualizzazioni estrinseche al divenire storico. Ma poi Marx aveva utilizzato prevalentemente meccanismi economici per comprendere l’evoluzione delle società e, pur trattandosi di meccanismi molto validi, aveva comunque realizzato una riduzione della prospettiva e l’esclusione di altri, non meno importanti fattori. In questo testo, L’uomo e la macchina, pubblicato in edizione italiana nel 1931, Spengler usa l’analisi storica per fornire una teoria tutt’altro che banale sull’origine della tecnica, sul suo sviluppo, cresciuto al punto da dare vita a una civiltà delle macchine, sempre più potente e sempre più problematica, e sulla sua crisi: la civiltà faustiana, come Spengler chiama l’ultima fase della civiltà europea, ha proprio nelle macchine e nella tecnica l’elemento principale della sua dissoluzione. Questo sguardo pessimista sul futuro è tutt’altro che ingiustificato, anche se non va accolto acriticamente. Si tratta di una posizione inserita in un dibattito molto articolato e che andrebbe confrontata, ad esempio, con La ribellione delle masse, di Ortega, con l’antitecnicismo di Unamuno, con l’esaltazione della macchina di Marinetti e del futurismo, con la riflessione sul dominio della tecnica svolta da Ernst Jünger nell’Operaio, o da Gramsci sul fordismo, per non parlare del dibattito suscitato dalla potenza distruttiva della seconda guerra mondiale, ben più grande della guerra precedente, o dai potentissimi strumenti di controllo sociale e condizionamento del nostro mondo attuale. Weimar Caffè: modernità e memorie Gianni Ferracuti su Amazon]]></description>
		
		
		
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