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	<title>Il tema del nostro tempo &#8211; Il Bolero di Ravel</title>
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		<title>José Ortega y Gasset: un pensatore per gli anni bui</title>
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		<dc:creator><![CDATA[muezzin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2022 10:12:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ortega y Gasset]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero contemporaneo]]></category>
		<category><![CDATA[Studi Interculturali]]></category>
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		<category><![CDATA[Gianni Ferracuti]]></category>
		<category><![CDATA[Il tema del nostro tempo]]></category>
		<category><![CDATA[José Ortega y Gasset]]></category>
		<category><![CDATA[Meditazioni sul Chisciotte]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli anni confusi che stiamo vivendo, leggere Ortega y Gasset può essere un farmaco che crea distanza, rasserena lo sguardo e riattiva il contatto con la più profonda dimensione di autenticità personale; in più, con il suo stile elegante, fornisce anche il piacere di una lettura, comprensibile e stimolante. Osservatore acuto della realtà, Ortega parla dell&#8217;uomo concreto immerso nel reale concreto, vale a dire immerso nella vita, che è l&#8217;intreccio dinamico dell&#8217;io e del suo mondo. La vita, la mia vita, la vita di ognuno, è il punto di partenza e forse il punto di arrivo di ogni discorso. «Vivere consiste nel fatto che l&#8217;uomo è sempre in una circostanza, nel fatto che egli si trova immediatamente, e senza sapere come, immerso, proiettato in un orbe o contorno che non si può cambiare, in questo mondo che ora è presente. Per reggersi in piedi in questa circostanza, deve fare sempre qualcosa. Però questo &#8220;dover fare&#8221; non gli è imposto dalla circostanza, al modo in cui, ad esempio, al grammofono è imposto un repertorio di dischi, o ad un astro la traiettoria dell&#8217;orbita. L&#8217;uomo, ciascun uomo, deve decidere in ciascun istante ciò che farà, ciò che sarà nell&#8217;istante successivo. Questa decisione è intrasferibile, nessuno può sostituirmi nel compito di decidermi, di decidere della mia vita». L&#8217;uomo deve fabbricarsi l&#8217;esistenza; non gli è data la realtà conclusa di un&#8217;esistenza fatta, ma la possibilità di esistere, con la conseguente insicurezza e l&#8217;ansia di essere: «Un ente che è costituito dall&#8217;affanno di essere, che consiste nell&#8217;affannarsi per essere, evidentemente già è poiché altrimenti non potrebbe affannarsi. Però che cosa è questo ente? Già si è detto: affanno di essere. Bene; però può sentire affanno di essere solo colui che non è sicuro di essere, colui che sente costantemente problematico se sarà o no nel momento che viene, e se sarà tale e quale, in questo o in un altro modo. Così la nostra vita è affanno di essere, precisamente perché è nello stesso tempo, nella sua radice, radicale insicurezza». Ciò si spiega col fatto che l&#8217;essere dell&#8217;uomo e l&#8217;essere della natura non coincidono. L&#8217;uomo «possiede la strana condizione per cui in parte risulta affine alla natura, ma in parte no, è nello stesso tempo naturale ed extra-naturate, una sorta di centauro ontologico, nel quale una porzione è immersa nella natura e l&#8217;altra mezza la trascende». Ciò che l&#8217;uomo ha di naturale è anche ciò che gli appare meno problematico ed è quasi sentito come meno umano; «Invece, la sua porzione extranaturale non è di già realizzata, ma consiste in una mera pretesa di essere, in un progetto di vita. Questo è ciò che sentiamo come il nostro vero essere, ciò che chiamiamo la nostra personalità il nostro io». Immersi nella circostanza, attraverso la meditazione l&#8217;individuo elabora molti piani d&#8217;azione ipoteticamente realizzabili, ma questi non si presentano tutti allo stesso modo, non attirano con la stessa intensità, non suscitano lo stesso grado di entusiasmo:  «Una voce strana, emergente da non sappiamo quale intimo, segreto fondo nostro, ci chiama a scegliere uno di essi e ad escludere gli altri. (&#8230;) Questo è l&#8217;ingrediente più strano e misterioso dell&#8217;uomo. Da una parte egli è libero: non deve essere nulla per forza, come avviene invece ad una stella. E senza dubbio, davanti alla sua libertà si alza sempre qualcosa con un carattere di necessità quasi dicendo: quanto a potere puoi essere ciò che vuoi; però solo se vuoi essere in un tale, determinato modo sarai quello che devi essere. Vale a dire che ciascun uomo, tra i suoi vari esseri possibili, ne trova sempre uno che è il suo autentico essere. E la voce che lo chiama a questo suo autentico essere è quella che chiamiamo vocazione». Cercare di essere la persona che realmente siamo è, per Ortega, il compito supremo, perché mette ordine nella nostra esistenza e, al tempo stesso, contribuisce a mettere ordine nel mondo &#8211; forse non nel grande mondo che contiene tutta l&#8217;umanità, ma certamente sì nel nostro mondo piccolo, nella nostra circostanza. Ci sono alcuni testi facilmente accessibili con cui si può iniziare l&#8217;approfondimento del pensiero di Ortega: Meditazione del Chisciotte ed altri saggi Il tema del nostro tempo. La vita come dialogo tra l&#8217;io e la circostanza Una interpretazione della storia universale L&#8217;uomo e la gente e, se mi è consentita l&#8217;autocitazione, alcuni miei saggi: José Ortega y Gasset, La libertà inevitabile e l&#8217;assente presenza del divino L&#8217;invenzione del Novecento: Le «Meditazioni sul Chisciotte» di Ortega y Gasset e la nuova idea di realtà Liberalismo, socialismo, nazione: Le qualità del politico nel pensiero di Ortega y Gasset]]></description>
		
		
		
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