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	<title>simbolismo &#8211; Il Bolero di Ravel</title>
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		<title>Gran Circo Bradomín: estetismo e rivoluzione in Ramón del Valle-Inclán</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 16:46:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gianni Ferracuti Gran Circo Bradomín: Estetismo e rivoluzione in Ramón del Valle-Inclán «Questo sole che, qualche ora fa, schiacciava ogni cosa con la sua luce diritta e bianca, ora va a inondare l’orizzonte occidentale di vari colori. Nei giochi di questo sole agonizzante, certi spiriti poetici troveranno delizie nuove; vi scopriranno colonnati abbaglianti, cascate di metallo fuso, paradisi di fuoco, uno splendore triste, la voluttà del rimpianto, tutte le magie del sogno, tutti i ricordi dell’oppio. E il tramonto del sole apparirà loro come la meravigliosa allegoria di un’anima carica di vita, che scende dietro l’orizzonte con una magnifica provvista di pensieri e di sogni». Contro le sfingi senza enigma: Estetismo, critica antiborghese e prospettiva interculturale nel modernismo [disponibile in edizione cartacea e digitale (kindle) su Amazon] I racconti galanti di Valle-Inclán, raccolti in &#8220;Femeninas&#8221; (1895) e &#8220;Corte de amor&#8221; (1903) sono tra i migliori esempi dello stile modernista, con la loro raffinatezza formale, l&#8217;eleganza, l&#8217;ironia, la provocazione antiborghese, l&#8217;esotismo, lo spiazzamento del lettore attraverso trovate inattese. Accanto a questi elementi, Valle-Inclán introduce contenuti simbolici e fa costante riferimento a valori esoterici legati alla figura femminile. I testi delle due raccolte, infatti, pur essendo indipendenti tra loro, sono disposti secondo una struttura che dà al libro, nel suo insieme, un valore aggiuntivo a quello dei singoli racconti, il cui asse portante è la metafisica pagana del complesso Donna-Dea-Serpente. Fondendo il piano simbolico e quello reale, i racconti sembrano affermare che il potere che genera il divenire (la natura naturans, la sorgente dell&#8217;essere) costituisce una dimensione profonda in cui l&#8217;essere umano femminile è radicato, dimensione che sfugge ad ogni tentativo di possesso da parte dell&#8217;umano maschile, al quale è precluso l&#8217;accesso ad essa. L&#8217;emozione interiore e il gesto misterioso: i Racconti galanti di Valle-Inclán [disponibile in edizione cartacea e digitale (kindle) su Amazon] «[Mia madre] incolpava Concha per tutte le mie sregolatezze e ne aveva orrore. Ricordava, come un affronto ai suoi capelli bianchi, che il nostro amore era cominciato nel palazzo di Bradomín, un’estate che Concha vi trascorse, accompagnandola. Mia madre era la sua madrina, e all’epoca le voleva molto bene. Poi non tornò a vederla. Un giorno, mentre io ero a caccia, Concha abbandonò per sempre il Palazzo. Andò via da sola, a capo coperto e piangendo, come gli eretici che l’Inquisizione cacciava dalle antiche città spagnole. Mia madre la malediceva dal fondo del corridoio. Accanto a lei stava una domestica pallida e a occhi bassi: era la delatrice dei nostri amori. Forse la stessa bocca le aveva raccontato ora che il Marchese di Bradomín era nel Palazzo di Brandeso». «¡Qué distinta pudo haber sido nuestra vida!»: Sonata de otoño o gli esiliati dalla modernità (pdf gratuito) «Poi, lasciandomi trasportare da un impulso romantico, andai in Messico. Io sentivo elevarsi nella mia anima, come un canto omerico, la tradizione avventuriera di tutta la mia stirpe. Uno dei miei antenati, Gonzalo de Sandoval, aveva fondato in quelle terre il Regno della Nuova Galizia, un altro era stato Inquisitore Generale, e il Marchese di Bradomín vi conservava ancora i resti di un maggiorascato, disfatto tra i fascicoli di una causa» «Dejándome llevar de un impulso romántico»: Valle-Inclán e l’esotismo messicano della Sonata de estío (pdf gratuito) «Si scambiarono tra loro uno sguardo timido, come per infondersi coraggio, e si fermarono at- tente, con un leggero tremito. I colpi di battiporta risuonarono di nuovo, ma stavolta dentro Palazzo Gaetani. Una raffica percorse il salone e spense alcune luci. La Principessa emise un grido. Tutti la circondammo. Ci guardava con le labbra tremanti e gli occhi spaventati. Una voce insinuò: &#8211; Quando morì il Principe Filippo successe la stessa cosa&#8230; E lui lo raccontava di suo padre». «Con un alarde de poder pagano»: Sonata de primavera (pdf gratuito) «Io sentii crescere in me l’animo guerriero, dispotico e feudale, il nobile animo atavico che, fa- cendo di me un uomo di altri tempi, ha fatto in questi la mia disgrazia. [&#8230;] Io sento, anche, che l’orrore è bello, e amo la porpora gloriosa del sangue, e il saccheggio dei paesi, e i vecchi soldati crudeli, e quelli che violentano donzelle, e che incendiano messi, e quelli che compiono eccessi al riparo della giurisdizione militare. Ergendomi nei cuscini lo dissi alla monaca: &#8211; Signora, i miei soldati custodiscono la tradizione delle lance castigliane, e la tradizione è bella come un romance e sacra come un rito». «La mayor de sus infamias»: Sonata de invierno di Ramón del Valle-Inclán (pdf gratuito) «Ante mis años y a la Puerta de un cementerio, no se debe pronunciar la palabra mañana. En fin, montemos en el coche, que aún hemos de visitar a un bandolero. Quiero que usted me ayude a venderle a un editor el manuscrito de mis Memorias. Necesito dinero. Estoy completamente arruinado desde que tuve la mala idea de recogerme a mi Pazo de Bradomín. ¡No me han arruinado las mujeres, con haberlas amado tanto, y me arruina la agricultura!». Bradomín in Luces de bohemia: un gioco letterario (pdf gratuito)]]></description>
		
		
		
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		<title>Julius Evola: Intervista sull&#8217;avanguardia (1969-1971)</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Aug 2024 16:57:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La straordinaria intervista a Julius Evola, completa e prima del montaggio, effettuata in due tempi &#8211; fra il 1969 e il 1971 &#8211; da Dominique de Roux, pochi anni prima della scomparsa dello scrittore che fu il teorico principale del Tradizionalismo e il più importante esponente del movimento Dada in Italia. In lingua francese, con sottotitoli e indice degli argomenti in italiano. 0:00:00 &#8211; INTRO 0:01:01 &#8211; FUTURISMO E DADA 0:03:27 &#8211; DADA E SPIRITUALITÀ 0:07:17 &#8211; IL SURREALISMO 0:07:35 &#8211; REAZIONI DEL PUBBLICO A DADA 0:07:51 &#8211; IL CONTRIBUTO A DADA 0:14:27 &#8211; LE RAGIONI DEL RITIRO 0:15:14 &#8211; MARINETTI 0:15:36 &#8211; L’ESPERIENZA DADAISTA 0:20:04 &#8211; INTERESSE ODIERNO PER DADA 0:23:24 &#8211; FUTURISMO E POLITICA 0:29:03 &#8211; LE FASI DELLA PITTURA DI EVOLA 0:32:51 &#8211; ORIGINI E GIOVINEZZA DI EVOLA 0:34:06 &#8211; EVOLA E LE AVANGUARDIE 0:36:53 &#8211; L’ALLONTANAMENTO DALL’ARTE 0:38:38 &#8211; LE CONCEZIONI FILOSOFICHE 0:40:37 &#8211; SU NOVALIS 0:41:03 &#8211; DOTTRINE DEL RISVEGLIO 0:46:27 &#8211; DISTACCARSI DA SÉ 0:46:49 &#8211; RIVOLTA CONTRO LA MODERNITÀ 0:52:13 &#8211; RENÉ GUÉNON 0:59:41 &#8211; IL RE DEL MONDO 1:01:36 &#8211; NAZIONALISMO E FASCISMO 1:07:40 &#8211; RAZZA E RAZZISMO 1:11:52 &#8211; CAVALCARE LA TIGRE 1:17:30 &#8211; METAFISICA E SESSUALITÀ 1:24:42 &#8211; IL MATRIMONIO 1:25:31 &#8211; MAGIA E TANTRISMO 1:29:19 &#8211; L’ETÀ OSCURA 1:31:59 &#8211; ALDILÀ E VITA ETERNA 1:33:01 &#8211; TEISMO E METAFISICA 1:41:02 &#8211; FUTILITÀ DELLE DOMANDE 1:42:54 &#8211; SU EZRA POUND 1:47:27 &#8211; POUND, FASCISMO E RAZZISMO]]></description>
		
		
		
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		<title>Gianni Ferracuti: Il duende, il sacro e la poesia: flamenco e avanguardia nell&#8217;estetica di Federico García Lorca</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 15:54:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gianni Ferracuti Il duende, il sacro e la poesia: flamenco e avanguardia nell&#8217;estetica di Federico García Lorca In Juego y teoría del duende, conferenza letta per la prima volta a Buenos Aires nel 1933, García Lorca definisce una connessione, poi divenuta pressoché indissolubile, tra l’autentica arte del flamenco (canto, ballo, e toque, ovvero esecuzione musicale) e una condizione emozionale dell’artista che si realizza a seguito dell’ “irruzione del Duende”, cioè una forma, tutta da precisare, di invasamento o enthousiasmos che ha somiglianze con l’esperienza del dionisiaco. La critica si è chiesta fino a che punto questa esperienza interiore del Duende fosse effettivamente, al tempo di García Lorca, una nozione comune nell’ambiente del flamenco, o se invece non sia stato proprio lo stesso poeta a crearne il mito, magari sistematizzando e ampliando dei riferimenti occasionali a duendes presenti nella tradizione popolare andalusa. In realtà, García Lorca compie un&#8217;operazione più complessa. Partendo da un&#8217;esperienza di tipo dionisiaco, attraverso cui si esprime l&#8217;arte flamenca, procede a un confronto con l&#8217;ispirazione caratteristica della poesia classica (o classicista), raffigurata nella Musa e quella caratteristica del romanticismo, raffigurata nell&#8217;Angelo: Angelo, Musa e Duende sono tre diverse esperienze del processo creativo e in ciascuna ha un ruolo determinante una dimensione della personalità: la razionalità (apollinea) nel caso della Musa, il trasporto emotivo, psicologico, nel caso dell&#8217;Angelo, e nel caso del Duende l&#8217;intera dimensione fisica della persona che, per essere carne, è anche al tempo stesso psiche e intelletto. Distinto e contrapposto per molti versi al classicismo e al romanticismo, il carnale flamenco è il punto di partenza di una completa teoria estetica d&#8217;avanguardia. Più ancora, per le caratteristiche della sua concezione dell’arte, García Lorca deve affrontare l’analisi della persona umana descrivendone la fisicità, la carne vivente, come aperta verso l’esterno al mondo reale e verso l’interno a una interiorità personale che, nelle sue ultime propaggini, comunica con il divino e in tale contatto trova la sua autenticità e la sua origine. Di particolare interesse riguardo a questo tema è il confronto tra la visione lorchiana e la concezione tripartita della persona &#8211; vitalità, psiche e spirito &#8211; formulata da José Ortega y Gasset in un saggio degli Anni Venti, Vitalidad, alma, espíritu. I tre piani dell’arte, della realtà (che comprende la persona come un frammento dell’esistente), del divino su cui tutto poggia, sono strettamente articolati e il loro punto di fusione è espresso nell’immagine dell’irruzione del Duende: non un’entità estranea che si impossessa dell’individuo, bensì la riscoperta, con un’esperienza vissuta, della propria autenticità e, di conseguenza, dell’originalità della propria arte. Oltre al commento l&#8217;autore presenta una nuova traduzione annotata delle due conferenze di García Lorca dedicate al flamenco: quella  sul Duende e El cante jondo, primitivo canto andaluz, pronunciata in occasione del Concurso de cante jondo organizzato da Manuel de Falla, da Lorca e da altri scrittori d&#8217;avanguardia a Granada nel 1922, con cui inizia la rivalutazione del flamenco e viene rivendicata la sua piena dignità artistica.]]></description>
		
		
		
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		<title>Studi Interculturali 23/2022</title>
		<link>https://www.ilbolerodiravel.org/studi-interculturali-23-2022-2/</link>
		
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		<pubDate>Sun, 29 May 2022 16:43:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Disponibile online in pdf gratuito il volume 23/2022 di Studi Interculturali, con il seguente contenuto: Massimo Piermarini: Le porte aperte della storia: Il “ritorno della storia” dopo la &#8220;fine della storia&#8221;: il conflitto in Ucraina come punto di svolta e le sue implicazioni culturali Pier Francesco Zarcone: Il problema indigeno nel Messico Gianni Ferracuti: Sancio Panza e il socialismo  Massimo Piermarini: Il sangue, l’agonia e la verità nel pensiero di Miguel de Unamuno   Silvia Gant: Ritmo y memoria. La reescritura de los mitos en la poesía femenina del siglo XX del Cono Sur hispanoamericano, con respecto a Delmira Agustini, Juana de Ibarbourou, Alfonsina Storni y Gabriela Mistral (parte primera)   Beatrice Cucchisi: Entre salvación y perdición: la mujer y el amor en las Rimas y Leyendas de Gustavo Adolfo Béquer Cecilia del Carmen Valenzuela: Unamuno. Alrededor del estilo Scarica il pdf gratuito]]></description>
		
		
		
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		<title>Julius Evola: Lo spirituale nell’arte &#8211; retrospettiva al MART di Rovereto</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2022 17:10:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Julius Evola: Lo spirituale nell&#8217;arte Mostra al MART di Rovereto, Da un’idea di Vittorio Sgarbi. A cura di Beatrice Avanzi e Giorgio Calcara Da domenica 15 maggio 2022 a domenica 18 settembre 2022 Nella splendida cornice  del MART di Rovereto è allestita la retrospettiva dedicata a Julius Evola, con la presentazione di una settantina di dipinti risalenti agli anni della sua attività artistica d&#8217;inizio Novecento, nel complesso quadro delle avanguardie italiane; sono anche esposte alcune opere degli Anni Sessanta, quando Evola torna alla pittura realizzando repliche dei suoi quadri degli Anni Dieci e alcuni dipinti originali, in particolare tre ritratti femminili con ricco simbolismo alchemico. Il contesto del MART, con la sua ricca collezione di arte d&#8217;avanguardia, permette di collocare le opere di Evola in un quadro culturale adeguato: ad esempio, al confronto con le testimonianze dell&#8217;astrattismo italiano risulta che il Maestro romano aveva anticipato tale corrente di una decina di anni, sviluppando una tecnica di composizione molto originale. L&#8217;ampia raccolta di opere permette di vedere con chiarezza il passaggio dall&#8217;influenza futurista, legata alla frequentazione di Balla, al dadaismo, con il quale Evola sente una maggiore affinità culturale. Va detto, tuttavia, che il titolo della mostra &#8211; &#8220;Lo spirituale nell&#8217;arte&#8221; &#8211; non fa riferimento alla visione tradizionale, che Evola matura alla fine degli Anni Venti: nel suo periodo avanguardista, infatti, non c&#8217;è alcun rifiuto della modernità ed anzi, come ho mostrato nella mia monografia  Julius Evola, c&#8217;è nelle sue opere un&#8217;accettazione piena della cultura moderna, legata all&#8217;influenza della filosofia idealista; il riferimento allo spirituale è invece legato a Vasilij Kandinskij. Solo alla fine degli Anni Venti Evola elabora un&#8217;originale concezione della tradizione (e accosto deliberatamente i termini originale e tradizione), rielaborando alcune idee di René Guénon e aprendo una &#8220;fase tradizionalista&#8221;, che lo impegna per tutto il decennio successivo e che, nel Cammino  del cinabro, considera conclusa nel secondo dopoguerra (cfr. il mio L&#8217;invenzione del tradizionalismo: Julius Evola visto da sinistra). Interessante è anche il confronto con le opere presentate, sempre al MART, in una mostra temporanea dedicata alla Nuova Oggettività. Negli Anni Sessanta, quando Scheiwiller prova a riaprire il discorso critico su Evola riportando l&#8217;attenzione sulla sua attività artistica, il Maestro romano è impegnato in una profonda rielaborazione del suo pensiero, dalla quale emerge in primo piano la problematica esistenziale. In una condizione storica e sociale che considera pienamente nichilista, egli cerca di fornire elementi in grado di dare significato all&#8217;esistenza personale e, ove possibile, per realizzare un aggancio con la trascendenza. Si tratta di una fase in cui sente il bisogno di dare orientamenti, dialogando idealmente con singoli individui colti in circostanze diverse. Dà allora spazio a una riformulazione in senso anarchico del suo pensiero, anche ricorrendo ad alcune idee di Ernst Jünger, o fornisce indicazioni per l&#8217;elaborazione di un pensiero conservatore, ma radicalmente separato dal fascismo, che Evola condanna esplicitamente nel Fascismo dal punto di vista della destra. Peraltro, si tratta di un pensiero conservatore non privo di originalità, perché, se si decodifica bene l&#8217;introduzione a Gli uomini e le rovine, si vede che la prospettiva evoliana è pi rivoluzionaria che restauratrice o regressiva. Anzi, c&#8217;è una notevole coerenza tra quest&#8217;opera e Cavalcare la tigre, dove si teorizza una forma di pensiero anarchico, coerenza data dal costante rigerimento comune, a volte esplicito e a volte sottinteso, al clima culturale e spirituale della Repubblica di Weimar. In Cavalcare la tigre Evola propone la Nuova oggettività come modello di sguardo realistico e visione oggettiva del reale. Ma lo sguardo oggettivo, e direi anche impietoso, della Nuova oggettività penetrava oltre le maschere e le apparenze della realtà sociale, mettendone a nudo il vero volto, anche con il ricorso al grottesco, e rivelando sia un forte interesse per i problemi sociali, sia un fecondo dialogo tra posizioni ideologiche che poi sarebbero entrate in conflitto. Io sono fermamente convinto che il richiamo alla Nuova oggettività avesse per Evola anche un senso politico, quasi a suggerire un&#8217;alternativa allo stantio neorealismo italiano del dopoguerra, da sostituire con qualcosa di più corposo, sia nella componente artistica sia in quella politica. Che questo rappresenti un tentativo di dialogo con la sinistra è fuor di dubbio, e non deve stupire. Il problema di Evola non è mai stato quello di aderire a un&#8217;ideologia. Negli Anni Venti Evola è &#8220;nel&#8221; fascismo, come vi si trovano quasi tutti gli italiani &#8211; in un movimento che ha visto la confluenza di molteplici correnti, anche contrapposte tra loro, e che si sta trasformando da amalgama rivoluzionario in un regime che tradisce la rivoluzione. Poi, a  partire dalla sua visione della tradizione e della trascendenza, il problema di Evola, in materia politica, sarà sempre trovare nella situazione empirica data gli agganci per  ricollegare il presente storico alla dimensione trascendente. Così il Nostro fu sempre, nella situazione in cui si trovava, un rettificatore, uno che assumeva il punto di partenza dato, per poi dirigersi altrove. Lo fa con il fascismo &#8211; si ricordi il giudizio: &#8220;Per noi l&#8217;antifascismo e nulla, ma il fascismo è troppo poco!&#8221;. Poi lo fa con la propaganda razziale, trasformando il razzismo biologico del regime in una sorta di teoria di modelli caratteriali slegati dal sangue; e lo fa nel dopoguerra, sia partendo dalla tabula rasa nichilista, sia partendo dalle forze che si oppongono al nuovo regime. Sul piano individuale, la condizione nichilista dell&#8217;epoca consente che ciascuno possa scegliersi la propria tradizione (è una sua espressione: &#8220;scelta della tradizione&#8221;); sul piano sociale, passando dal battersi su posizioni perdute, ad un atteggiamento aggressivo e di dominio della civiltà della tecnica (L&#8217;operaio nel pensiero di Ernst Jünger) o alla prospettiva di una rivoluzione conservatrice sul modello di Weimar &#8211; dove, bisogna riconoscere, l&#8217;accento cadeva sulla rivoluzione, non sull&#8217;altro termine. Questo suo atteggiamento critico e la sua libertà di giudizio hanno fatto sì che fosse osteggiato durante il Ventennio ed emarginato dal regime venuto dopo: chissà che questa mostra non consenta di riaprire definitivamente il discorso e di rendere giustizia ad uno degli intellettuali più originali e profondi del Novecento. Gianni Ferracuti su Amazon (immagine di apertura: Julius Evola, Five o&#8217;clock tea, 1917-1918)]]></description>
		
		
		
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		<title>Studi Interculturali 23/2022</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 16:45:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Disponibile online in pdf gratuito il volume 23/2022 di Studi Interculturali, con il seguente contenuto: Massimo Piermarini: Le porte aperte della storia: Il “ritorno della storia” dopo la “fine della storia”: il conflitto in Ucraina come punto di svolta e le sue implicazioni culturali Pier Francesco Zarcone: Il problema indigeno nel Messico Gianni Ferracuti: Sancio Panza e il socialismo Massimo Piermarini: Il sangue, l’agonia e la verità nel pensiero di Miguel de Unamuno Silvia Gant: Ritmo y memoria. La reescritura de los mitos en la poesía femenina del siglo XX del Cono Sur hispanoamericano, con respecto a Delmira Agustini, Juana de Ibarbourou, Alfonsina Storni y Gabriela Mistral (parte primera) Beatrice Cucchisi: Entre salvación y perdición: la mujer y el amor en las Rimas y Leyendas de Gustavo Adolfo Béquer Cecilia del Carmen Valenzuela: Unamuno. Alrededor del estilo Scarica il pdf gratuito]]></description>
		
		
		
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		<title>Baudelaire e il modernismo: Estetismo, critica antiborghese e prospettiva interculturale</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 12:39:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gianni Ferracuti Baudelaire e il modernismo: Estetismo, critica antiborghese e prospettiva interculturale Scrive Baudelaire: «Questo sole che, qualche ora fa, schiacciava ogni cosa con la sua luce diritta e bianca, ora va a inondare l’orizzonte occidentale di vari colori. Nei giochi di questo sole agonizzante, certi spiriti poetici troveranno delizie nuove; vi scopriranno colonnati abbaglianti, cascate di metallo fuso, paradisi di fuoco, uno splendore triste, la voluttà del rimpianto, tutte le magie del sogno, tutti i ricordi dell’oppio. E il tramonto del sole apparirà loro come la meravigliosa allegoria di un’anima carica di vita, che scende dietro l’orizzonte con una magnifica provvista di pensieri e di sogni». Il volume di Ferracuti analizza la rivoluzione estetica di Baudelaire e la sua influenza nell&#8217;arte contamporanea e nel modernismo spagnolo, particolarmente in Ramón del Valle-Inclán, Manuel Machado, Azorín, José Ortega y Gasset. Vengono, inoltre, trattate questioni strettamente intracciate alla letteratura del decadentismo: l&#8217;esotismo, ad esempio, è visto non come fuga letteraria bensì come ricerca di modelli alternativi a quelli della civiltà borghese ed eurocentrica del XIX secolo; la nozione di &#8220;generazione del 98&#8221; viene considerata come un tentativo infelice di dare un diverso nome al movimento artistico modernista; viene messa in luce una prospettiva interculturale presente nel movimento stesso, e viene criticata la nozione di &#8220;post-modernità&#8221;. www.amazon.it/dp/B09MYSQ7XT pagina dell&#8217;autore]]></description>
		
		
		
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		<title>Giorgio Colli: La sapienza folgorante</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 11:40:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gianni Ferracuti Giorgio Colli: La sapienza folgorante Giorgio Colli è stato uno dei più straordinariamente eretici e originali filosofi italiani, ben radicato nelle correnti di pensiero più all&#8217;avanguardia. La sua opera è aperta all&#8217;indagine sull&#8217;origine (arkhé) del reale e a una metafisica sapienziale che tende a superare i limiti del razionalismo e delle filosofie sistematiche dell&#8217;Ottocento. Tuttavia questo non implica l&#8217;abbandono di un pensiero rigoroso e la sostituzione del rigore intellettuale con affermazioni arbitrarie e personali. A sua volta, &#8220;La sapienza folgorante&#8221; è uno dei più originali studi sul pensiero di Colli, realizzato da un autore particolarmente attento al tema dell&#8217;arkhé e della sapienza. Gianni Ferracuti, docente di Letteratura spagnola all&#8217;Università di Trieste è uno studioso di Ortyega y Gasset e, oltre a pubblicazioni accademiche legate al suo insegnamento, ha dedicato studi ad autori controversi come Evola, Guénon, Junger. Il suo approccio a tali autori e alle loro tematiche si basa su una rigorosa critica del tradizionalismo ideologico e in una rivalutazione della tradizione come identità culturale vivente e in continua trasformazione nel tempo, grazie a una collettiva ricerca di senso e di valori. Pagina dell&#8217;autore]]></description>
		
		
		
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		<title>Gianni Ferracuti: Modernismo: Teoria e forme dell&#8217;arte nuova</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 19:14:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gianni Ferracuti: Modernismo: Teoria e forme dell&#8217;arte nuova Contenuto: Quadro storico La rivalutazione dell&#8217;immaginazione e del sentimento nel romanticismo La riflessione sul realismo Nascita dell&#8217;arte nuova Realismo e simbolismo La cosiddetta generazione del 98 e il modernismo Miguel de Unamuno Il Novecentismo L&#8217;immagine disumanizzata Il volume presenta la nascita e lo sviluppo del rinnovamento artistico e letterario spagnolo, le sue radici nel simbolismo francese e suoi sviluppi nelle avanguardie del Novecento. &#8220;Modernismo&#8221;, come avviene per il corrispondente italiano &#8220;decadentismo&#8221;, è termine che indica sia la prima fase estetizzante del processo di creazione della nuova estetica, sia, per estensione, l&#8217;intera epoca letteraria, che include anche le avanguardie storiche. Il titolo del volume fa riferimento a &#8220;una&#8221; teoria e a &#8220;molte&#8221; forme, individuando una concezione estetica unitaria soggiacente a tutti i progetti artistici e letterari dell&#8217;epoca, della quale gli artisti del tempo mostrano di essere perfettamente consapevoli. Pagina dell&#8217;autore]]></description>
		
		
		
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		<title>Gianni Ferracuti: L’emozione interiore e il gesto misterioso: Estetismo ed esoterismo nei racconti galanti di Ramón del Valle-Inclán</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 19:08:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gianni Ferracuti: L’emozione interiore e il gesto misterioso: Estetismo ed esoterismo nei racconti galanti di Ramón del Valle-Inclán I racconti galanti di Valle-Inclán, raccolti in &#8220;Femeninas&#8221; (1895) e &#8220;Corte de amor&#8221; (1903) sono tra i migliori esempi dello stile modernista, con la loro raffinatezza formale, l&#8217;eleganza, l&#8217;ironia, la provocazione antiborghese, l&#8217;esotismo, lo spiazzamento del lettore attraverso trovate inattese. Accanto a questi elementi, Valle-Inclán introduce contenuti simbolici e fa costante riferimento a valori esoterici legati alla figura femminile. I testi delle due raccolte, infatti, pur essendo indipendenti tra loro, sono disposti secondo una struttura che dà al libro, nel suo insieme, un valore aggiuntivo a quello dei singoli racconti, il cui asse portante è la metafisica pagana del complesso Donna-Dea-Serpente. Fondendo il piano simbolico e quello reale, i racconti sembrano affermare che il potere che genera il divenire (la natura naturans, la sorgente dell&#8217;essere) costituisce una dimensione profonda in cui l&#8217;essere umano femminile è radicato, dimensione che sfugge ad ogni tentativo di possesso da parte dell&#8217;umano maschile, al quale è precluso l&#8217;accesso ad essa. Il volume analizza in modo chiaro e rigoroso questa tematica, inquadrandola nel contesto della concezione modernista, ovvero decadente, dell&#8217;arte e della letteratura. Pagina dell&#8217;autore]]></description>
		
		
		
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