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	<title>Tramonto dell&#8217;Occidente &#8211; Il Bolero di Ravel</title>
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		<title>Georg Simmel: Il conflitto della civiltà moderna (1919) &#8211; pdf gratuito</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2022 13:21:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Georg Simmel IL CONFLITTO DELLA CIVILTÀ MODERNA (1919) Traduzione e prefazione di Giuseppe Rensi della R. Università di Genova Weimar Caffè Modernità e Memorie 2022 www.ilbolerodiravel.org Weimar Caffè &#8211; Modernità e memorie è una navigazione alla ricerca delle sinistre perdute: quelle che sono state dimenticate, quelle che non sono più attuali, quelle eretiche, quelle che non vengono più riconosciute come sinistra da chi oggi con questa etichetta giustifica politiche di destra. Weimar Caffè &#8211; Modernità e memorie è l’opposto della cancellazione della memoria: è l’ampliamento dei ricordi, la discussione critica sul passato, la consapevolezza vigile contro la coscienza ebete del tempo attuale, che conosce solo il presente, la verità unica del dio televisivo e l’olocausto dell’intelligenza sull’altare dell’emergenza continua. [Immagine di copertina di Gyula Asztalos] Scarica il pdf gratuito Gianni Ferracuti su Amazon]]></description>
		
		
		
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		<title>Oswald Spengler: L&#8217;uomo e la macchina</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2022 09:52:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oswald Spengler: L&#8217;uomo e la macchina Contributo a una filosofia della vita Spengler costruisce una poderosa filosofia della storia, basata sull’assunto originale che esiste una &#8220;realtà&#8221; storica la cui vera sostanza, il vero oggetto storico, è la cultura, ovvero un modo organico di pensare e sentire. Mettere al centro della riflessione la storicità della storia è certamente un dato fondamentale per l’interpretazione del passato e del presente, ma non era un’idea totalmente originale di Spengler; prima ancora ne aveva parlato Marx, il cui materialismo storico era proprio il progetto di studiare la storia eliminando ogni chiave di lettura che non fosse storica e, anzi, facesse appello ad entità metafisiche o a concettualizzazioni estrinseche al divenire storico. Ma poi Marx aveva utilizzato prevalentemente meccanismi economici per comprendere l’evoluzione delle società e, pur trattandosi di meccanismi molto validi, aveva comunque realizzato una riduzione della prospettiva e l’esclusione di altri, non meno importanti fattori. In questo testo, L’uomo e la macchina, pubblicato in edizione italiana nel 1931, Spengler usa l’analisi storica per fornire una teoria tutt’altro che banale sull’origine della tecnica, sul suo sviluppo, cresciuto al punto da dare vita a una civiltà delle macchine, sempre più potente e sempre più problematica, e sulla sua crisi: la civiltà faustiana, come Spengler chiama l’ultima fase della civiltà europea, ha proprio nelle macchine e nella tecnica l’elemento principale della sua dissoluzione. Questo sguardo pessimista sul futuro è tutt’altro che ingiustificato, anche se non va accolto acriticamente. Si tratta di una posizione inserita in un dibattito molto articolato e che andrebbe confrontata, ad esempio, con La ribellione delle masse, di Ortega, con l’antitecnicismo di Unamuno, con l’esaltazione della macchina di Marinetti e del futurismo, con la riflessione sul dominio della tecnica svolta da Ernst Jünger nell’Operaio, o da Gramsci sul fordismo, per non parlare del dibattito suscitato dalla potenza distruttiva della seconda guerra mondiale, ben più grande della guerra precedente, o dai potentissimi strumenti di controllo sociale e condizionamento del nostro mondo attuale. Weimar Caffè: modernità e memorie Gianni Ferracuti su Amazon]]></description>
		
		
		
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