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José Ortega y Gasset: Maschere: un’interpretazione di Dioniso
José Ortega y Gasset: Maschere Un’interpretazione di Dioniso Traduzione: Gianni Ferracuti «La religione greca è, in senso formale, religione “popolare”. Lo è in primo luogo perché ha origine nell’impersonalità collettiva dei diversi “popoli” o “nazioni “elleniche; in secondo luogo, perché il suo contenuto ha un carattere diffuso, atmosferico, quasi diremmo respiratorio. E non è come le altre religioni mazdeo-mosaico-cristiane una forma di vita delineata e definita, separata dal resto della vita, né tollera le esattezze e le cristallizzazioni rigorose di una dogmatica teologica istituzionalizzata da gruppi particolari di sacerdoti. Non è, dunque, teologia, ma mera e spontanea religione che gli uomini praticano così come contraggono e dilatano la loro cassa…
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José Ortega y Gasset: Temi dell’Escorial (1915)
José Ortega y Gasset Temi dell’Escorial (1915) Traduzione: Gianni Ferracuti «Nel 1793, nella fase più crudele della Rivoluzione francese, quando il terrore segava giornalmente centinaia di gole, il Mercure de France, rivista dei poeti, pubblicava una poesia con questo titolo: Ai mani del mio canarino. Confesso che quest’aneddoto mi si è parato dinanzi come un ammonimento, cominciando a raccogliere le note che seguono, al fine di leggerle oggi dinanzi a voi. Non è assurda la tranquilla occupazione letteraria quanto intorno il corpo della storia scricchiola, trema dalle radici alla cima e i suoi fianchi convulsi si schiudono per dare alla luce una nuova epoca? Non è insopportabile questa inattualità del…
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José Ortega y Gasset: Gli eremi di Cordova (1904)
José Ortega y Gasset Gli eremi di Cordova (1904) Traduzione: Gianni Ferracuti «Se all’avvicinarsi dell’estate coi suoi ardori cerchiamo un luogo ombroso o una spiaggia arieggiata, perché non dobbiamo cercare anche sanatori di silenzio e stabilimenti balneari di solitudine quando qualcosa dentro di noi ci chiede isolamento?» Scarica il pdf completo Gianni Ferracuti: Pubblicazioni
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José Ortega y Gasset: Teoria del classicismo
José Ortega y Gasset Teoria del classicismo (1907) Traduzione: Gianni Ferracuti «C’è ancora gente per cui non è del tutto chiara questa faccenda del classicismo, persone affette dal vago sospetto che tutta questa macchina del mondo è nata nel loro stesso giorno; lasciamole nella loro opinione: in fondo è oltremodo conveniente che alcuni nostri amici pensino diversamente da noi, perché così otteniamo l’arricchimento della coscienza nazionale. E lasciamogli l’arduo compito di rendere logicamente decente il loro solipsismo, cerchiamo noi di dare alle nostre energie, poche o molte, l’alveo e la coscienza del classico.» Scarica il testo completo
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José Ortega y Gasset: Trattato di estetica in forma di prologo (1914)
Trattato di estetica in forma di prologo José Ortega y Gasset (1914) Traduzione: Gianni Ferracuti «Questo io che i miei concittadini chiamano Tal dei Tali, e che sono io stesso, in definitiva ha per me gli stessi segreti che per loro. E viceversa: degli altri uomini e delle cose non ho notizie meno dirette che di me stesso. Come la luna mi mostra solo la sua pallida spalla stellare, così il mio «io» è un viandante imbacuccato, che passa davanti alla mia conoscenza lasciandole vedere solo la schiena avvolta nel panno di un mantello.» Scarica il pdf completo Gianni Ferracuti: Pubblicazioni
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José Ortega y Gasset: Vitalità, Anima, Spirito (1924)
José Ortega y Gasset Vitalità, Anima, Spirito (1924) A cura di Gianni Ferracuti (Prima Edizione: Il Cerchio, Rimini 1986) «L’antropologia filosofica o, come io preferisco dire, la conoscenza dell’uomo, ha di fronte a sé un tema non ancora affrontato da nessuno, e che sarebbe stimolante cominciare a trattare: la costituzione della persona, la struttura dell’intimità umana. Quali sono la figura e l’anatomia di ciò che vagamente siamo soliti chiamare «anima». Benché sembri menzogna, la psicologia degli ultimi cento anni non ha fatto che allontanarsi da questo tema, al quale oggi si vede costretta a tornare. La ragione di questo abbandono è chiara: gli psicologi del secolo scorso si proposero esclusivamente…
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José Ortega y Gasset: Arte di questo mondo e dell’altro (1911)
José Ortega y Gasset Arte di questo mondo e dell’altro (1911) Traduzione: Gianni Ferracuti «Io non sapevo che dentro una cattedrale gotica abita sempre un turbine; il fatto è che, appena messo il piede all’interno, sono stato strappato dalla mia stessa pesantezza sulla terra -questa buona terra dove tutto è fermo e chiaro e si possono palpare le cose e si vede dove cominciano e dove finiscono. All’improvviso, da mille luoghi, da mille angoli scuri, dai confusi vetri dei finestroni, dai capitelli, dalle chiavi di volta lontane, dagli spigoli interminabili, mi piombarono addosso miriadi di esseri fantastici, come animali immaginari ed eccessivi, grifi, doccioni, cani mostruosi, uccelli triangolari; altri, figure…
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José Ortega y Gasset: Adamo nel Paradiso (1910)
José Ortega y Gasset Adamo nel Paradiso (1910) Traduzione: Gianni Ferracuti «Il profano si colloca davanti a un’opera d’arte senza pregiudizi: questo è l’atteggiamento di un orangutan. Senza pre-giudizi non è possibile formarsi giudizi. Nei pre-giudizi, e solo in essi, troviamo gli elementi per giudicare. Logica, etica ed estetica sono letteralmente tre pre-giudizi, grazie ai quali l’uomo si tiene a galla sulla superficie della zoologia e, liberandosi in questo lacustre artifizio, si va edificando in modo quantomai libero, razionale, senza intervento di mistiche sostanze né altre rivelazioni fuorché la rivelazione positiva, suggerita all’uomo di oggi da quanto ha fatto l’uomo di ieri. I pre-giudizi iniziali dei padri producono una decantazione…
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Pier Francesco Zarcone: Ricostruzione del Natale perduto
Ricostruzione del Natale perduto[1] Pier Francesco Zarcone Parliamo di Natale perduto perché quel che viene celebrato annualmente, pur mantenendone il nome, è ormai tutt’altra cosa: una pagana e sguaiata orgia mangereccia e consumista di gente ormai decerebrata e mossa verso questa ricorrenza dalla bulimia feticista per acquisti magari costosi ma spesso inutili o di cattivo gusto. Tali acquisti, passate le feste, lasciano il problema (non sempre facilmente risolvibile) di individuare a chi sbolognarli il prima possibile, ma con l’apparenza di trattarsi di cose pregiate, cioè con lo stesso atteggiamento di chi in origine li portò in regalo. Inutile dire che il processo di sbolognamento richiede l’individuazione di soggetti che teoricamente…
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Gianni Ferracuti: Dice che “repetita juvant”, ma… sarà?
Ogni anno, di fronte allo sciocchezzaio natalizio di ciò che (con infondata presunzione) si dice “di sinistra”, mi capita di ricordare che il natale è un’invenzione di san Francesco, a significare che non serve occupare militarmente i luoghi santi per celebrare la nascita di Gesù perché questo lo si può fare dovunque e anche ogni giorno: poi, data la fragilità umana, che ha bisogno di segni tangibili, si può realizzarne una rappresentazione plastica che, pur non essendo un rito formale, riattualizza miticamente l’evento. Mi piace poi descrivere questo evento in termini islamici: è la nascita di ʿĪsā, nascita miracolosa dalla vergine Maryam, come si legge nel Corano, e nascita di…
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Piero Martinetti: Il compito della filosofia nell’ora presente (1920)
Piero Martinetti Il compito della filosofia nell’ora presente (1920) … La società è minacciata nella sua stessa esistenza dalla rivolta oscura delle forze elementari che sembrano sottrarsi ad ogni costrizione di valori e di ordini ideali, ed il problema pratico immediato non è la riforma di questi o quegli organi, ma l’esistenza di un ordine, la risurrezione o la morte definitiva di quelle energie ideali in cui risiede la realtà più profonda dell’ordine sociale, e da cui deriva ogni valore alle sue forme ed ai suoi istituti…. Scarica il pdf gratuito
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Gianni Ferracuti: Evola, Jünger, e il realismo sociale (2015)
Evola, Jünger, e il realismo sociale Gianni Ferracuti [«Evola, Jünger, e il realismo sociale» è un saggio pubblicato come «Jünger, il realismo sociale e la “terza navigazione” di Evola», in Luigi Iannone (ed.), Ernst Jünger, Solfanelli, Chieti 2015, pp. 108-26, poi in G. Ferracuti, L’invenzione del tradizionalismo», disponibile online] Nella prima fase della sua attività, verso la metà degli Anni Dieci e nel decennio successivo, Evola si trova in una posizione singolare e, in un certo senso, contraddittoria: da un lato è perfettamente integrato nell’avanguardia culturale europea (soprattutto mitteleuropea), come pittore, poeta e teorico dell’arte contemporanea; dall’altro lato, vive nel contesto culturale italiano, provinciale e arretrato, dominato dall’idealismo e da…

























